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Libera la benzina: distributori carburanti, i nuovi shop center dove la benzina "libera" costa meno PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 12 Gennaio 2012 10:28

Ecco come il portale on line Distribuzione Carburanti riporta le anticipazioni sulle prime ipotesi del Decreto sulle liberalizzazioni che riguardano il settore dei carburanti.

Escono le prime anticipazioni sul decreto liberalizzazioni dei carburanti. E le intenzioni del Governo sembrerebbero quelle di provare a rompere l’oligopolio delle compagnie petrolifere che, controllando la raffinazione, la distribuzione e vendita del prodotto, stabiliscono di fatto il prezzo alla pompa.
Appena il decreto sarà approvato, infatti, i gestori dei distributori potranno riscattare gli impianti.
Per quanto riguarda il capitolo “Liberalizzazione della distribuzione dei carburanti”, nella bozza di lavoro del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, pubblicata da Quotidiano Energia, è scritto che “i gestori dei singoli punti vendita di carburanti al dettaglio possono liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore”.
Al fine di incrementare la concorrenzialità, l’efficienza del mercato e la qualità dei servizi nel settore degli impianti di distribuzione è sempre consentito in tali impianti:
- l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande;
- l’esercizio dell’attività di un punto vendita non esclusivo di quotidiani e periodici senza limiti di ampiezza della superficie dell’impianto;
- l’esercizio della vendita di pastigliaggi;
- l’esercizio della vendita di tabacchi.
Inoltre, sempre in questo primo capitolo di lavoro, si parla della rimozione al 50% del vincolo di esclusiva nei contratti compagnie-gestori e viene rivisto l’articolo 28 della manovra di luglio, in particolare nella parte non oil.
Un capitolo a parte è poi riservato alla “Separazione delle attività di produzione, importazione e vendita all’ingrosso e attività di distribuzione”. Come ha riassunto Qe, l’intervento “prevede al momento che la proprietà degli impianti può essere riscattata, nei confronti degli attuali proprietari che operino in modo integrato direttamente o indirettamente nella ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, nella raffinazione o importazione o commercializzazione di prodotti finiti, nella produzione e commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi correnti, ma anche diversi da quelli di autotrazione, oli lubrificanti e residuati, gas di petrolio liquefatto, fino al limite complessivo di 1/3 della rispettiva dotazione accertata alla data del 30 ottobre 2012 dall’Autorità” da:
- i gestori degli impianti da soli, in società o cooperative appositamente costituite;
- ogni altro soggetto che non operi in maniera integrata nella ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi.
Per quanto riguarda il diritto di riscatto, questo, “è subordinato – si legge nella bozza sul sito di Qe - al pagamento di un indennizzo che tenga conto degli investimenti fatti, degli ammortizzatori in relazione ai canoni già pagati dell’avviamento e degli andamenti del fatturato, secondo criteri definiti dall’Autorità”.
E’ consentita poi l’aggregazione tra gestori e soggetti imprenditoriali per “sviluppare la capacità di acquisto all’ingrosso di carburanti per uso di autotrazione, di servizi di stoccaggio e di trasporto”.

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Gennaio 2012 11:01
 

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