Confesercenti: Natale 2021 in chiaroscuro. I dati sui consumi


L’indagine Swg per conto della Confesercenti: i dati sui consumi natalizi nell'area di Roma e Lazio
Seppur registriamo una moderata ripresa che sarà trainata dalle tredicesime, questa è decisamente ancora sotto al 2019: nel periodo natalizio ci aspettiamo di rilevare un 15% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno pre-pandemico.
Occorre considerare che il Natale pesa per un 25/30% sui bilanci annuali delle aziende e molte di queste chiuderanno l'anno con un 25% circa di fatturato in meno rispetto al 2019.
Ricordiamo che nel 2020 hanno chiuso i battenti nel Lazio circa 20 mila imprese dei settori merceologici più colpiti durante la pandemia, i negozi di vicinato del settore moda e del turismo e non solo nelle periferie, i segnali sono evidenti anche nelle aree a più forte vocazione commerciale, e nei centri storici in cui rileviamo ormai migliaia di negozi sfitti , oltre 10 mila solo a Roma.
Se stanno arrivando nelle tasche dei lavoratori gli importi della tredicesima, a gravare sulla ripresa, prosegue c’è infatti l’aumento dei costi dei prodotti energetici, con bollette super salate e l'aumento, in termini generali, dell'inflazione e dei prezzi al consumo. Anche per una piccola impresa il costo dell'energia peserà molto sui bilanci: in media 3 / 4 mila euro su base annua.
Anche se alcuni indicatori come quello del mercato immobiliare, registrano una ripresa che fa sperare in un prospettiva più strutturale, il Turismo, così importante per la Capitale e non solo, non ha ancora ripreso la piena attività, anzi sta scontando sul finire d'anno, una battuta d'arresto con decine e decine di cancellazioni dovute alle limitazioni imposte per far fronte a questa quarta ondata di infezioni da virus. A pesare sono anche le regole di quarantena, di 5 gg., degli stranieri in ingresso in Italia. Si segnala che sono oltre 300 gli alberghi ancora chiusi nella capitale e si stima che il 15% di questi non riapriranno.
Nel dettaglio possiamo osservare (ndr. Sondaggio Confesercenti e Swg pubblicato) che la propensione alla spesa guarda innanzitutto ai prezzi.
Gli acquisti on line registrano una battuta d'arresto rispetto all’anno della pandemia, anche se saranno ancora elevati, al 67% tra le scelte di acquisto anche per il persistere del timore del contagio e dunque degli assembramenti. Gli acquisti nella rete dei negozi, che si attesta al 53% delle preferenze, al 47% nei centri commerciali, si orientano verso i prodotti di abbigliamento, trainati anche dall’arrivo di temperature
più fredde e a seguire dei videogiochi e prodotti tecnologici. Sotto l'albero ci saranno tra i 5 e i 10 regali e non mancheranno preziosi, con valori medio bassi, bijoux, prodotti per la casa, oggettistica. La spesa media delle persone si attesta a poco meno di 160/170 euro considerando che un terzo degli intervistati dichiara una spesa tra le 100 e le 200 euro, mentre un altro terzo tra le 200 e 400 euro.
Resterà importante la spesa per i pranzi, segnala Confesercenti e le importanti cene delle giornate festive. Le famiglie, che torneranno a riunirsi seppur con prudenza, sceglieranno i nostri locali, anche se il super green pass potrà frenare questa tendenza: per un pranzo importante o un cena a casa in famiglia allargata si prevede una spesa tra le 180/220 euro medie, che sale a 350/450 euro medie al ristorante.