Green pass: chiarimenti confermano quanto sostenuto da Confesercenti. La Circolare del Ministero dell’Interno precisa i casi e le modalità di verifica.

 

 

 

 

 


I chiarimenti ufficiali del Ministro Luciana Lamorgese confermano quanto abbiamo sempre sostenuto: gli imprenditori dei pubblici esercizi non possono – e quindi non devono – chiedere i documenti dei clienti. Un sollievo per i gestori, che si erano trovati calati nell’improprio compito di agenti di pubblica sicurezza. Adesso si eliminino anche le sanzioni per le imprese.

L’obbligo di Green Pass rimane una misura restrittiva non indolore per il comparto, visto l’effetto negativo che sta avendo sulle vendite in questi primi giorni, l’aver parzialmente escluso dalle incombenze delle imprese il controllo dei documenti, a meno di evidenti incongruenze, come specificato nella circolare allegata*, è senz’altro un passo nella giusta direzione. Bene anche l’aver eliminato l’onere del controllo nelle fiere e sagre che non hanno varchi presidiabili: una previsione che stava mettendo a rischio lo svolgimento stesso degli eventi, con gravi danni per le attività del commercio su aree pubbliche. Non solo, la nota chiarisce che, in caso di assenza di varchi presidiabili, verranno effettuati controlli a campione con multe ai soli clienti trovati sprovvisti di certificato vaccinale, un metodo che potrebbe essere esteso a tutti.

L’auspicio è che il governo continui a recepire e risolvere le criticità sull’obbligo di Green Pass che emergono man mano, con il fine ultimo di avere uno strumento efficace ma meno oneroso per le imprese.

LA CIRCOLARE DEL MINISTERO INTERNO CHE AUTORIZZA LA VERIFICA DEI DOCUMENTI IN CASO DI INCONGRUENZA

* I gestori e gli esercenti – spiega la Circolare del Ministero dell’Interno – sono obbligati a verificare il possesso del green pass, mentre la  verifica dei documenti è discrezionale: non e’ sempre obbligatoria, ma possono farlo “necessariamente nei casi di abuso o di elusione delle norme”, come ad esempio in caso di “manifesta incongruenza” della certificazione verde con i dati anagrafici in essa contenuti.