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Gli stranieri nel commercio: bilancio al 2014 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 17 Febbraio 2015 10:58

banco alimentari

Le imprese registrate a nome di un imprenditore straniero stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nel commercio. Un fenomeno ormai acclarato nel comparto del commercio su area pubblica, ma che sta prendendo consistenza anche nel dettaglio in sede fissa. Neanche l’apporto delle straniere, però, è riuscita ad allungare la vita delle imprese del commercio, che presentano un tasso di turnover ancora molto elevato: il 48,4% delle imprese nate nel 2010 ha già chiuso.

A dicembre del 2014 le imprese straniere nel commercio al dettaglio in sede fissa hanno infatti raggiunto il 6,6% del totale delle imprese del comparto, con una crescita nel corso dell’anno del 6%. A fronte di una crescita di 2.425 unità delle imprese straniere registrate, tra il 2013 e il 2014 le imprese nazionali hanno mostrato un calo di quasi 10 mila attività. La maggiore vitalità delle imprese straniere non è una novità: nell’arco degli ultimi tre anni, in piena crisi dei consumi le imprese straniere registrate nel commercio al dettaglio sono cresciute del 16%, quelle italiane si sono ridotte del 6%. Nel commercio ambulate, da anni sbocco preferenziale degli imprenditori stranieri, la loro incidenza sul totale ha raggiunto nel 2014 quasi il 50%. Scendendo nel dettaglio dei comparti si possono fare alcune precisazioni. Nel commercio al dettaglio alimentare specializzato il 60% delle imprese straniere si occupa della vendita di Ortofrutta (32%) e di Carne (27%). Le frutterie straniere pesano l’11% sul totale dei negozi di Frutta e verdura, nell’ultimo anno si registrano 282 imprese in più a fronte di 72 in meno con titolare italiano. Nel Lazio un vero e proprio boom, l’incidenza delle frutterie straniere è del 33% cresciuta di oltre dieci punti percentuali in tre anni (nel 2011 era il 22%), notevole anche il loro peso in Emilia Romagna e in Liguria dove supera il 20%. Dinamica analoga quella dei negozi di carne e prodotti a base di carne cresciuti di 125 unità in un anno a dispetto di una contrazione di 550 imprese italiane. Il peso delle macellerie straniere raggiunge quasi il 20% in Lombardia ed è oltre il 10% in Emilia Romagna. Nel commercio al dettaglio non alimentare quasi il 30% degli imprenditori stranieri si occupa di abbigliamento e calzature, si contano circa 11 mila imprese e la loro incidenza è dell’8% sul totale. I negozi stranieri di abbigliamento e calzature si sono stabilizzati negli ultimi tre anni e registrano in questo arco temporale una crescita pressoché nulla. A registrare invece una notevole crescita, ben il 33% tra il 2011 e il 2014, sono i negozi stranieri di apparecchiature informatiche, con un incidenza del 7%. I negozi di articoli informatici stranieri sono cresciuti soprattutto nell’ultimo anno +15%. L’incidenza dell’imprenditoria straniera è sempre prossima all’8% sia per i negozi di Ferramenta e materiali edili che per la vendita di giornali; con la differenza che nell’ultimo anno i ferramenta crescono del 2% e le edicole straniere si riducono del 3,2%. Ultimi comparti nel dettaglio non alimentare dove i tassi di crescita delle imprese stranieri meritano attenzione sono quelli dei Fiori e dei Tabacchi (tra il 2014 e il 2013 rispettivamente +3% e +4,4%). Per quanto riguarda il commercio ambulante è nel comparto tessile, abbigliamento e calzature che le imprese straniere incidono di più, raggiungendo il 63% del totale. Tra il 2013 e 2014 gli ambulanti stranieri di abbigliamento crescono di oltre 8 mila unità e quelli nazionali si riducono di mille. Il risultato positivo del commercio ambulante in termini di stock di imprese è interamente dovuto agli ambulanti stranieri. Sarebbe probabilmente così anche nel commercio al dettaglio se l’incidenza degli stranieri fosse stata più ampia. Il dato del commercio alimentare specializzato fa riflettere, infatti la crescita dello stock delle straniere di poco non ha determinato un risultato complessivamente positivo bilanciando il calo delle imprese nazionali. Per quanto riguarda gli occupati l’incidenza delle imprese straniere si riduce. Questo conferma che si tratta di imprese di piccole dimensioni. L’occupazione nel commercio al dettaglio, nell’ultimo semestre del 2014, ha tenuto, anzi è cresciuta sia quella straniera che quella nazionale (rispettivamente +5.786 e +44.060). Il fatto che le consistenze delle imprese nazionali siano diminuite e l’occupazione aumentata fa supporre che nel mercato abbiamo retto solo le imprese più grandi e strutturate e le piccole abbiamo invece “ceduto” spazio alle straniere.

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Febbraio 2015 11:31
 
Tassa rifiuti: risoluzione Ministero delle Finanze sulle superfici non assoggettabili e non assimilabili PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 17 Febbraio 2015 10:05

rifiuti 640x478Risoluzione Ministero delle Finanze su superfici delle attività produttive di rifiuti speciali non assoggettabili a TARI.

Una Risoluzione (n. 2/2014) emessa recentemente dal Ministero dell’economia e delle finanze – Direzione Legislazione Tributaria e Federalismo Fiscale, in risposta ad un quesito posto in merito all’applicazione della TARI, come disciplinata dalla normativa attualmente in vigore (ricordiamo che sui tributi da versare in relazione alla produzione di rifiuti si è passati nel tempo attraverso svariati regimi, dalla TARSU alla TIA 1 e 2, fino alla TARES) ci dà occasione per fare il punto della situazione in riferimento alle fattispecie inerenti alcune categorie imprenditoriali rappresentate da Confesercenti, le cui attività producono cospicui quantitativi di rifiuti speciali non assimilabili ai rifiuti urbani, come tali non assoggettabili - o almeno non completamente - a TARI (fra questi le macellerie e i distributori di carburanti)... 

Per ogni ulteriore approfondimento, le imprese associate  possono contatarci allo 06.44250267 per una consulenza ed eventualmente l'assistenza sulla corretta applicazione della tassazione da parte dei Comuni.

   

    

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Febbraio 2015 10:25
 
EXPONIMI 2015: una opportunità del made in Italy a Milano PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 13 Febbraio 2015 17:53

EXPONIMI, una straordinaria occasione di business, realizzata in collaborazione con la sede provinciale di Milano, che permetterà alle imprese di organizzare la propria presenza durante il periodo di Expo, e fieristico in generale, di sfruttare Milano quale straordinaria vetrina internazionale, utilizzando spazi centralissimi, infrastrutture e servizi a valore aggiunto. Tutto questo, grazie al nostro network, con un investimento estremamente contenuto.

Crediamo che la forza della nostra Organizzazione si misuri, oggi più che mai, anche nella capacità di creare azioni a supporto dello sviluppo commerciale d'impresa. Piccole azioni, senza dubbio, ma segnali concreti che vengono dalla profonda conoscenza delle necessità aziendali.

Guarda la presentazione e se ti interessa, contattaci allo 06.44250267

internazionalizzazione - confesercentiroma

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Febbraio 2015 18:05
 
Summer Fancy Food Show 2015 - imprese agroalimentari del Lazio a New York PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 12 Febbraio 2015 16:21

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Summer Fancy Food Show 2015 - Confesercenti Lazio invita le imprese agroalimentari laziali ad esporre a New York. Chiedi alla Confesercenti di Roma e del Lazio come partecipare.

Come nelle passate edizioni, anche quest’anno Unioncamere Lazio promuove la partecipazione di una collettiva di imprese laziali a partecipare alla prossima Fiera Summer Fancy Food Show  in programma a New York dal 28 al 30 giugno 2015 presso il Jacob K. Javits Convention Center.

Il Summer Fancy Food Show rappresenta un appuntamento strategico per tutti gli operatori del settore agroalimentare e per le imprese laziali che intendono iniziare o consolidare i propri rapporti commerciali con il mercato U.S.A.

Il mercato statunitense mostra un crescente interesse verso l’agroalimentare di qualità, ne è testimonianza la larga partecipazione alla scorsa edizione del Summer Fancy Food Show la quale ha visto la presenza di più di 2500 espositori provenienti da circa 80 paesi e di più di 18000 prodotti esposti. La fiera è stata visitata da più di 25.000 operatori e professionisti americani ed internazionali del settore agroalimentare, della distribuzione e ristorazione.

Le imprese interessate a partecipare all’evento dovranno compilare la Domanda di Ammissione entro e non oltre il 27 febbraio.

Per tutte le informazioni e la documentazione relativa visita il sito Unincamere Lazio.

Per informazioni ulteriore e assistenza contatta il nostro ufficio Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. – tel. 06 44250267

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Febbraio 2015 16:30
 
Segnali di ripresa: + 57 mila occupati, boom di imprenditori stranieri PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 10 Febbraio 2015 12:28

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Comunicato Confesercenti nazionale

Commercio, Confesercenti: “Nella seconda parte del 2014 segnali di ripresa: +57mila occupati, ma la vita delle imprese è sempre più breve. Boom di imprenditori stranieri: nell’ambulantato sono quasi 100mila”

Crescono le imprese del commercio su area pubblica, bene anche negozi di moda, alimentari e tecnologia. Prosegue la crisi dei non alimentari specializzati e delle edicole

Il commercio reagisce alla crisi, e nella seconda parte del 2014 si iniziano a cogliere i primi segnali di ripresa del settore. Soprattutto dal punto di vista occupazionale: secondo le stime di Confesercenti, nel secondo semestre dell’anno ilcommercio ha registrato un aumento di oltre 57mila occupati. Di questi, circa 31mila hanno trovato posto in un’attività gestita da imprenditori stranieri. Che sono protagonisti di un vero e proprio boom: le imprese del commercio guidate da un cittadino extracomunitario nel 2014 sono ormai più di 136mila, di cui oltre 93mila nel solo commercio ambulante, dove gli imprenditori stranieri arrivano a costituire la metà del totale.

Tab.1 – Occupazione complessiva commercio al dettaglio  – confronto I e II semestre 2014

Comparto Occupati complessivi Variazione
I sem 2014 II sem 2014 diff.
Commercio in sede fissa 1.720.843 1.770.689 +49.846
Commercio ambulante 203.730 210.624 +6.894
Commercio al di fuori di banchi e di negozi 61.325 62.343 +1.018
TOTALE 1.985.898 2.043.656 +57.758

Fonte: Elaborazione Confesercenti

Complessivamente, nel 2014 il commercio vede rallentare le chiusure di attività, mentre per alcuni comparti si registra il ritorno alla crescita del numero di imprese: soprattutto nel commercio ambulante (+5.455 imprese) e nel commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti moda (+7.019), alimentari (+580) e di informatica (+314). Continua invece la crisi del dettaglio fisso di prodotti alimentari non specializzati (-6.238) e delle edicole (-824).

Tab. 2 – Stock di imprese in alcuni comparti del commercio al dettaglio – confronto 2013 e 2014

Comparto Stock di Imprese Variazione
2013 2014 diff.
Commercio ambulante 182.763 188.218 +5.455

Commercio al dettaglio in sede fissa moda

tessili, abbigliamento e accessori

132.154 139.173 +7.019
Commercio in sede fissa alimentare 5.921 6.501 +580
Commercio in sede fissa informatica 13.088 13.402 +314
Commercio al dettaglio in sede fissa prodotti non alimentari specializzati

469.276

463.038

-6.238

Vendita di quotidiani e periodici 35.149 34.325 -824

Fonte: elaborazione Confesercenti

“La fase peggiore della crisi del commercio – spiega Massimo Vivoli, Vice Presidente Vicario Confesercenti – parrebbe essere superata. Nel 2014 si scorgono segnali positivi, ed il 2015 potrebbe finalmente essere l’anno della ripresa. Si tratta però di una ripresa ancora da consolidare: serve una politica fiscale meno punitiva sui consumi, a partire dalla sterilizzazione del possibile aumento dell’IVA previsto dalla clausola di salvaguardia della legge di stabilità. Ma servono anche interventi per sbloccare il credito alle imprese e frenare la deriva della deflazione,  che potrebbe gelare sul nascere la possibile ripresa”.

“Le prospettive future per il settore non sono comunque facili – aggiunge Mauro Bussoni, Segretario Generale di Confesercenti – sopravvivrà solo l’impresa che saprà cogliere i mutamenti del mercato interno e l’influenza dei progressi tecnologici sui nostri settori. Gli imprenditori, però, dovranno avere requisiti culturali e conoscitivi di cui, oggi, la stragrande maggioranza non dispone. Per questo dobbiamo concentrarci sulla preparazione: il Governo –conclude il Segretario Confesercenti - deve intervenire per garantire un maggior sostegno alla formazione imprenditoriale, con l’obiettivo di introdurre modelli culturali moderni e creare una classe di imprenditori in grado di rispondere alle sfide di oggi. Bisogna fare  leva sulla qualità del servizio e sull’innovazione per resistere ad un mercato sempre più difficile: il 50% delle imprese del commercio nate nel 2010 ha chiuso dopo 4 anni, contro il 30% di chiusure del totale della nostra economia”.

FOCUS – IMPRESE STRANIERE

Nel commercio al dettaglio in sede fissa le imprese straniere sono ormai 43mila, con una crescita del 6% nell’ultimo anno. Negli ultimi anni, gli imprenditori stranieri hanno mostrato una maggiore resilienza: dal 2011 al 2014 le imprese a guida extra-Ue registrate nel comparto sono aumentate del 16%, contro una riduzione del 6% di quelle italiane. Le attività straniere aumentano soprattutto nel commercio al dettaglio alimentare specializzato (+9,8% nel 2014) e nel dettaglio non specializzato (+7,7% nello stesso anno).

Tab. 3 – Stock di imprese straniere in alcuni comparti del commercio al dettaglio – confronto 2013 e 2014

Imprese straniere   2013 2014
Alimentare specializzato 5.921 6.501
Non alimentare specializzato 25.131 26.252
Dettaglio non specializzato 9.452 10.176
Totale Commercio in sede fissa 40.504 42.929
Totale commercio ambulante 85.461 93.475
TOTALE COMMERCIO 125.965 136.404

Fonte: elaborazione Confesercenti

Tab. 4 – Variazione stock di imprese, 2013 e 2014. Confronto imprese straniere ed italiane

 Comparto

Var% 2014/2013 Var. ass 2014/2013
straniere italiane straniere italiane
Alimentare specializzato 9,8% -0,9% 580 -771
Non alimentare specializzato 4,5% -1,7% 1.121 -7.359
Dettaglio non specializzato 7,7% -2,1% 724 -1.691
Totale Commercio al dettaglio 6,0% -1,6% 2.425 -9.821
Totale commercio ambulante 9,4% -2,6% 8.014 -2.559

Fonte: elaborazione Confesercenti

In particolare, nel commercio al dettaglio alimentare specializzato il 60% delle imprese straniere si occupa della vendita di Ortofrutta (32%) e di Carne (27%). Le frutterie straniere pesano l’11% sul totale dei negozi di Frutta e verdura, un fenomeno che nel Lazio è diventato un vero e proprio boom: nella regione, l’incidenza delle frutterie straniere è del 33%,  in crescita di circa l’11% dal 2011.  Dinamica analoga a quella dei negozi di carne e prodotti a base di carne, aumentati di 125 unità nel 2014 a dispetto di una contrazione di 550 imprese italiane. Il peso delle macellerie straniere raggiunge quasi il 20% del totale in Lombardia e oltre il 10% in Emilia Romagna.

Ancora più incisiva la presenza di stranieri nel commercio al dettaglio su area pubblica: il risultato positivo del commercio ambulante in termini di stock di imprese è interamente dovuto agli ambulanti stranieri. Per quanto riguarda il commercio ambulante è nel comparto tessile, abbigliamento e calzature che le imprese straniere incidono di più, raggiungendo il 63% del totale. Tra il 2013 e 2014 gli ambulanti stranieri di abbigliamento crescono di oltre 8 mila unità e quelli nazionali si riducono di oltre 2.500. Complessivamente, sono straniere ormai quasi il 50% delle imprese di commercio su area pubblica attive in Italia.

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Febbraio 2015 12:34
 
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