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Decreto "Mille proroghe": gli aspetti di interesse per le Pmi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 08 Gennaio 2016 15:00

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Decreto Legge ‘MILLE PROROGHE’

   Si informa che il 30 dicembre u.s. è entrato in vigore il Decreto Legge n. 210/2015 recante la proroga di vari termini previsti da vigenti disposizioni legislative (c.d. ‘Milleproroghe’), pubblicato in tredici articoli su GU n. 302 del 30-12-15 e prossimo alla conversione in legge ordinaria con eventuali modificazioni entro il 29 febbraio 2016.  

   Nel frattempo, tra le disposizioni concernenti i differimenti operativi di comune interesse per i settori in indirizzo, si evidenzia in particolare:

  - l’art. 5 (Proroga di termini in materia di distretti turistici) che così recita:

“All'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, le parole: "entro il 31 dicembre 2015" sono sostituite dalle  seguenti: " entro il 30 giugno 2016".

  Ne deriva che è differito di ulteriori sei mesi il termine assegnato dalla predetta norma alle Regioni d’intesa con i rispettivi Comuni per la delimitazione territoriale dei Distretti turistici, che possono essere istituiti come è noto con decreto ad hoc del MIBACT su richiesta delle imprese interessate, perriqualificare e rilanciare l’offerta turistica a livello nazionale ed internazionale, nonché accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori coinvolti, implementare la realizzazione dei servizi necessari e fornire altresì certezza del diritto alle aziende operanti nell’ambito dei Distretti stessi (ad es. opportunità di investimento, accesso al credito, semplificazione dei rapporti con le PP AA).

  E’ appena il caso di ricordare al riguardo che tale delimitazione distrettuale - oggetto della proroga - sarà preceduta da apposita Conferenza di servizi, da indire su eventuale istanza delle medesime aziende interessate, il cui iter avrà esito favorevole in tutti i casi di silenzio-assenso da parte dell’amministrazione competente (assenza di diniego entro novanta giorni dall'avvio del procedimento);

  - l’art. 7 (Proroga di termini in materia di infrastrutture e trasporti) che al comma 5 così recita: “All'articolo 2, comma 3, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73,  le parole "31 dicembre 2015" sono sostituite dalle seguenti "31 dicembre 2016".

    Pertantosi conferma che è slittato ulteriormente, sino alla fine dell’anno in corso, il termine utile per l’adozione delle previste disposizioni attuative della Legge n. 21/1992 e ss. integrazioni, contro l’esercizio abusivo del servizio di NCC (Noleggio Con Conducente);

  - l’art. 8 (Proroga di termini in materia di competenza del Ministero dell’ambiente) che al comma 1 così recita:

All'articolo 11 del decreto-legge 31 agosto  2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30  ottobre  2013, n. 125, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) al comma 3-bis le parole: “Fino al 31 dicembre 2015” sono sostituite dalle  seguenti: “Fino al 31 dicembre 2016;

    b) al comma 9-bis le parole: “stabilito al 31 dicembre 2015” e le parole: “sino al 31 dicembre 2015” sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: “stabilito al 31 dicembre 2016” e le parole: “sino al 31 dicembre 2016”.

   Ne deriva sostanzialmente quanto segue:

  • continueranno ad applicarsi sino al 31 dicembre 2016 gli adempimenti e gli obblighi di registrazione di carico e scarico dei rifiuti previsti come è noto dal Codice ambientale agli
  • parimenti continueranno a non trovare applicazione sino alla fine dell’anno in corso le sanzioni Sistri contemplate dal Codice nei casi di inottemperanza di cui all’art. 260-bis commi da 3 a 9 D.Lgs 152/2006 e ss.;
  • è fissato altresì al 31 dicembre 2016 il termine finale di efficacia del contratto tra il predetto Ministero e ‘Selex service management S.p.a.’, nelle more della convenzione con ‘Consip Spa’ per la procedura di affidamento della concessione del servizio di tracciabilità dei rifiuti ad altra società nel rispetto dei princìpi semplificazione ed interoperabilità tra i sistemi informatici preesistenti, con previsione di indennizzo all’attuale concessionaria Selex dei costi di produzione consuntivati sino alla fine dell’anno in corso.

    - l’art. 12 (Credito d’imposta per promuovere la tracciabilità delle vendite dei giornali e la modernizzazione della rete di distribuzione e vendita della stampa quotidiana e periodica) che differisce al 31 dicembre 2016 il termine a partire da cui decorrerà l’onere di assicurare la tracciabilità delle vendite e delle rese, ai fini dell’effettiva fruibilità dell’agevolazione fiscale di cui allart. 4 comma 1 DL n. 63/2012 e ss. (Disposizioni urgenti in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici, nonché di vendita della stampa quotidiana e periodica e di pubblicità istituzionale). Si intende che per l’anno 2016 tale credito d'imposta, teso all’adeguamento tecnologico di distributori ed edicolanti, è riconosciuto a valere sulle risorse stanziate a tal fine dalla predetta norma.

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Gennaio 2016 15:08
 
Internazionalizzazione 2016: contributi Ministero a favore dei Consorzi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 07 Gennaio 2016 10:50

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Anche quest'anno il MISE stanzia  contributi finalizzati a sostenere progetti realizzati dai Consorzi per l’internazionalizzazione, per lo svolgimento di attività promozionali, la diffusione internazionale dei prodotti e dei servizi delle PMI, il supporto alla loro presenza nei mercati esteri.
I progetti di internazionalizzazione devono essere proposti da Consorzi multiregionali per l’export ed essere realizzato nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2016. Sono ammesse a contributo le seguenti iniziative: partecipazione a fiere e saloni internazionali, show-room temporanei; incoming di operatori esteri; incontri B2B all’estero; workshop e seminari; azioni di comunicazione e marketing; formazione specialistica per l’internazionalizzazione; realizzazione e registrazione del marchio consortile.
L’agevolazione concessa è a fondo perduto e non potrà superare il 50% delle spese sostenute ritenute ammissibili.
La domanda di contributo deve essere presentata tramite posta elettronica certificata e firmata digitalmente dal rappresentante del Consorzio entro e non oltre il 15 febbraio 2016.
Maggiori informazioni sul sito del Ministero (www.mise.gov.it).
consorzi per il commercio estero hanno come scopi sociali esclusivi l’esportazione dei prodotti delle imprese consorziate e l’attività promozionale necessaria per realizzarla; a ciò può aggiungersi l’importazione di Materie Prime e Semilavorati da utilizzarsi da parte delle stesse imprese. I Consorzi per l'internazionalizzazione rappresentano un valido strumento per l’approccio delle imprese di dimensioni piccole e medie ai mercati esteri.
Scopo di un consorzio è quello di favorire le relazioni commerciali sui mercati esteri e lo sviluppo dei processi di internazionalizzazione. Ciascun consorzio promuove e realizza progetti che associano gruppi di imprese con lo scopo di conseguire obiettivi comuni quali: la creazione di reti commerciali su paesi esteri; la creazione di show room, la partecipazione a fiere, l'organizzazione di missioni, la partecipazione a gare internazionali.Per informazioni e assistenza: Tel. 0644250267 - Email.  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
Saldi: avvio positivo, + 5% nel Paese, mentre a Roma si registra una partenza rallentata PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 07 Gennaio 2016 08:47

confesercenti

Saldi invernali 2016, Confesercenti: Avvio positivo. In crescita le vendite (+5% sul 2015) e gli sconti di partenza .

L’exit poll dei commercianti: buona partenza in quasi tutti i territori, a Milano il meteo frena l’afflusso. Avvio lento anche a Roma. Attesa per il ponte dell’Epifania

L’avvio dei saldi invernali 2016 si sta rilevando positivo, con un aumento medio delle vendite del 5% rispetto al 2015, anche se con differenze profonde fra i territori. Un risultato favorito dall’aumento dello sconto praticato: quasi 8 negozi su 10 sono infatti partiti con riduzioni di prezzo dal 30% in su, con punte che raggiungono, in qualche caso, addirittura il 70%.

E’ quanto emerge da un exit poll sull’andamento delle vendite di stagione condotto da Confesercenti sui negozianti di alcune importanti città e regioni italiane. Anche se la prima impressione dei commercianti è positiva, per un bilancio definitivo occorrerà attendere la prima settimana delle vendite di fine stagione, entro la quale, secondo le nostre stime, si concentrerà circa un terzo dei 4,5 miliardi di spesa messa a budget dagli italiani per i saldi.

Intanto, si registra un avvio nel segno della crescita, soprattutto nei capoluoghi. Buona affluenza e code di clienti per i negozi a Firenze; anche a Torino si stima un aumento delle vendite tra il 5 ed il 7% sullo scorso anno, con lunghe file di acquirenti nei negozi del centro, alcuni dei quali alla ricerca di regali di natale rinviati in attesa dei saldi, mentre nel resto del Piemonte l’andamento appare meno brillante, in linea con lo scorso anno. Si registra invece un miglioramento decisivo in Sardegna, dove appare invertito finalmente il trend negativo e le vendite tornano finalmente a crescere, per la prima volta dall’inizio della crisi. I saldi stanno andando bene anche in Sicilia, dove le vendite di fine stagione sono iniziate già il 2 gennaio e hanno segnato un ulteriore incremento rispetto allo scorso anno, in linea con i buoni risultati delle vendite natalizie, cresciute del 15% sul dicembre 2014. Trend mediamente positivo anche a Genova, dove si segnalano vendite in miglioramento sul 2015 anche se al di sotto delle aspettative. Anche in Puglia i saldi sono partiti bene: la giornata è stata contraddistinta da un buon movimento di clienti, anche se alcuni territori non sembrano ancora avere intercettato il miglioramento.

Budget previsto in aumento anche a Milano, dove però il primo giorno dei saldi vede ancora poche code davanti ai negozi, anche a causa del cattivo tempo. Non è stato entusiasmante, invece, l’avvio per Potenza, dove i commercianti contano di recuperare fra oggi e domani 6 gennaio le vendite finora andate a rilento. A Roma, invece, i commercianti ritengono la situazione ancora in evoluzione: nella giornata di oggi c’era molto movimento per le vie del centro ma ancora pochi clienti nei negozi. Anche in questo caso, le attesi si concentrano sul ponte della Befana

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Gennaio 2016 17:59
 
Martedi 5 gennaio 2016: partono i "veri" saldi invernali a Roma e nel Lazio PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 04 Gennaio 2016 11:18

saldi 30

Confesercenti ricorda le regole delle vendite a saldo e sottolinea che i Saldi sono e restano un importante evento per la promozione del territorio e per la valorizzazione del negozio di vicinato

Questi saldi 2015 – dichiara Valter Giammaria, Presidente della Confesercenti di Roma –  cadono ancora  in un momento di estrema difficoltà del settore abbigliamento e calzature e possono comunque rappresentare una occasione di recupero per l’impresa diffusa. Anche questa volta abbiamo, purtroppo, assistito al caos più completo con tantissime attività che in spregio del rispetto delle regole che lo vietano hanno  effettuato “sconti” nel periodo inibito, non solo per mezzo di messaggi ma anche esponendo platealmente in vetrina percentuali di sconto ad esempio del 30 – 50% e ovviamente con una pressoché assente azione di controllo e sanzionamento.

Inoltre, alla crisi dei consumi si sono aggiunte le difficoltà legate ai blocchi del traffico per i mezzi più inquinanti e alle targhe alterne che hanno aumentato il disagio per le attività delle nostre strade e dei nostri quartieri.

La fotografia che appare - continua Giammaria – è quella di un settore allo stremo. Per il 75% degli intervistati, infatti, il 2015 ha continuato ad essere un anno di estrema difficoltà e ciò significa che se, come sembra, la stessa situazione si ripetesse nel corso  del 2016, molti commercianti non andrebbero più avanti.  Purtroppo i dati economici nella pmi che abbiamo dato nei giorni scorsi – precisa Giammaria - sono inequivocabili: si registrano nel 2015 altre 2.991 chiusure tra Roma e Provincia e 1.350 fallimenti che producono oltre 10.000 disoccupati. E pensare che dall’altro lato della legalità, sempre nella città di Roma, opera un esercito di abusivi - se ne stimano 20 mila di cui 8 mila solo nel cuore cittadino, - che sottraggono miliardi di euro alle casse dello Stato e ovviamente dei negozi.

C’è necessità di una decisa inversione di tendenza – sottolinea Giammaria – bisogna dare fiato alle famiglie e alle imprese. A dimostrazione delle sofferenze  del settore bisogna considerare che, dal 2008 al 2015, le quote di spesa dedicata dalle famiglie di Roma e del Lazio all’abbigliamento e alle calzature si è ridotta quasi del 25% . Stimiamo, difatti, che la spesa a famiglia a Roma e nel Lazio si attesterà in media intorno ai 250/300,00 Euro, anche perché il saldo invernale è l’occasione per l’acquisto di capi “importanti” quali ad esempio cappotti, piumini, giacconi etc..

Le vendite di fine stagione o saldi invernali  – precisa Valter Giammaria  – rappresentano, ancora, per il nostro settore un importante occasione di recupero e per questo riteniamo che ad esse debba essere ridato il loro originario significato. Averne di continuo anticipato la data di inizio ha di fatto completamente snaturato questo tipo di vendita speciale a danno sia delle piccole e medie imprese del dettaglio che conseguentemente del consumatore determinando una confusione totale sulle varie forme di vendite straordinarie. I saldi debbono tornare ad essere delle reali vendite di fine stagione da effettuarsi nei periodi originariamente previsti, posticipandone, quindi, l’attuale data di avvio.

Inoltre, è necessario che la Pubblica Amministrazione si impegni a far rispettare le regole, perche non è possibile continuare come oggi dove si assiste alla completa inosservanza delle stesse a cominciare da quelle previste per le vendite di fine stagione.

La Confesercenti ha ribadito queste richieste al Commissario Tronca e al Sub Commissario Castaldo chiedendo, inoltre, che venga istituita di nuovo la polizia annonaria per avere un intervento dedicato al settore con azioni e risultati verificabili.

I saldi – conclude Giammaria  – sono un evento per la promozione del territorio oltreché un occasione vantaggiosa di acquisto per i consumatori.

Ulteriori deregolamentazioni non sarebbero altro che nuovi colpi alle piccole imprese, allo loro presenza nei quartieri e nei rioni accelerando una fine che se non si cambia registro è ormai prossima.

La nostra Federazione del Settore Moda (FISMO) prosegue nell’impegno a tutela di questo importante comparto nell’economia del nostro territorio chiedendo con forza alle Istituzioni che prendano provvedimenti e facciano scelte per dare risposte concrete alle famiglie e alle imprese promuovendo la riqualificazione di strade e quartieri della nostra città e in questo modo sostenendo il commercio diffuso che oltre a svolgere un importante ruolo economico contribuisce a dare un servizio sociale e di vivibilità del territorio.

Infine, riteniamo utile oltreché doveroso informare sulle regole di questo tipo di vendita speciale.

LE REGOLE DEL SALDO

  • La vendita di fine stagione (saldo) non ha obbligo di comunicazione al Comune.
  • Le condizioni favorevoli di acquisto prospettate al consumatore attraverso il messaggio pubblicitario debbono essere reali ed effettive .
  • I prodotti esposti per la vendita nelle vetrine esterne o all’ingresso del locale e nelle immediate adiacenze dell’esercizio e su aree pubbliche o sui banchi di vendita, ovunque collocati, devono indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico, mediante l’uso di un cartello o con altre idonee modalità; quando siano esposti insieme prodotti identici dello stesso valore è sufficiente l’uso di un unico cartello. Negli esercizi di vendita e nei reparti di tali esercizi organizzati con il sistema di vendita del libero servizio l’obbligo di indicazione del prezzo deve essere osservato per tutte le merci esposte al pubblico.
  • I dati da esporre nei cartellini sono: a) il prezzo originario; b) la percentuale di sconto; c) il prezzo finale di vendita.
  • Alle vendite di fine stagione non si applicano le normative relative alle vendite sottocosto: l’esercente, dunque, è libero di vendere i prodotti anche a prezzo inferiore a quello di acquisto.
  • Il  commerciante continuerà ad accettare i pagamenti con carta di credito e pos secondo i termini delle relative convenzioni.
  • In caso di mancata conformità del bene al contratto (difetti o mancata corrispondenza rispetto alle caratteristiche descritte prima della vendita) il cliente ha diritto, ai sensi del D.LGD. n.° 24/2002: a) al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione (a scelta, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro); b) ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto (se la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose; se il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione entro un congruo termine; se la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata hanno arrecato notevoli inconvenienti al consumatore).
  • L’impegno a non oscurare completamente le vetrine.
  • L’impegno alla massima disponibilità e cortesia nei confronti del cliente per eventuali cambi non dettati dall’obbligo di Legge. Non esiste difatti il cosiddetto diritto al “ripensamento” negli acquisti effettuati in forma diretta. Ciò vale, come è noto, solo nei casi di vendita “a distanza” eseguita al di fuori dei locali commerciali (ad esempio on line).
Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Gennaio 2016 11:53
 
Il 5 gennaio tornano i Saldi invernali. Anche stavolta violate le regole. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 29 Dicembre 2015 14:09

saldi 1

5 gennaio 2015 Partono i saldi invernali

Giammaria: “La spesa a famiglia a Roma e nel Lazio si attesterà in media sui 250/300,00 Euro”.

 

I saldi sono un importante evento per la promozione del territorio e per la valorizzazione del negozio di vicinato.

 

Dal 5 gennaio partono i saldi invernali nella città di Roma e in tutto il territorio regionale con un periodo di effettuazione che può durare sei settimane. Anche il 2015 è stato un anno difficile per la nostra economia in particolare per quel che riguarda i consumi interni.

Questi saldi 2015 – dichiara Valter Giammaria, Presidente della Confesercenti di Roma – cadono ancora in un momento di estrema difficoltà del settore abbigliamento e calzature e possono comunque rappresentare una occasione di recupero per l’impresa diffusa. Anche questa volta abbiamo, purtroppo, assistito al caos più completo con tantissime attività che in spregio del rispetto delle regole che lo vietano hanno effettuato “sconti” nel periodo inibito e ovviamente con una pressoché assente azione di controllo e sanzionamento. Inoltre, alla crisi dei consumi si sono aggiunte le difficoltà legate ai blocchi del traffico per i mezzi più inquinanti e alle targhe alterne che hanno aumentato il disagio per le attività delle nostre strade e dei nostri quartieri.

Da una nostra recente indagine emergono dati preoccupanti e che da tempo denunciamo, infatti emerge un calo del 32% dei redditi d’impresa montato nell’arco di 5 anni e a rischio di sprofondare sempre più. La fotografia che appare - continua Giammaria – è quella di un settore allo stremo. Per il 75% degli intervistati, infatti, il 2015 ha continuato ad essere un anno di estrema difficoltà e ciò significa che se, come sembra, la stessa situazione si ripetesse nel corso del 2016, molti commercianti non andrebbero più avanti.

Purtroppo i dati economici nella pmi che abbiamo dato nei giorni scorsi – precisa Giammaria - sono inequivocabili: si registrano nel 2015 altre 2.991 chiusure tra Roma e Provincia e 1.350 fallimenti che producono oltre 10.000 disoccupati. E pensare che dall’altro lato della legalità, sempre nella città di Roma, opera un esercito di abusivi - se ne stimano 20 mila di cui 8 mila solo nel cuore cittadino, - che sottraggono miliardi di euro alle casse dello Stato e ovviamente dei negozi.

C’è necessità di una decisa inversione di tendenza – sottolinea Giammaria – bisogna dare fiato alle famiglie e alle imprese.

A dimostrazione delle sofferenze del settore bisogna considerare che, 2 dal 2008 al 2015, le quote di spesa dedicata dalle famiglie di Roma e del Lazio all’abbigliamento e alle calzature si è ridotta quasi del 25% . Stimiamo, difatti, che la spesa a famiglia a Roma e nel Lazio si attesterà in media intorno ai 250/300,00 Euro, anche perché il saldo invernale è l’occasione per l’acquisto di capi “importanti” quali ad esempio cappotti, piumini, giacconi etc.. Incide, comunque, su questa, oltre al peso impositivo già presente nel nostro territorio, la preoccupazione per gli aumenti che si subiranno nel 2016. Le vendite di fine stagione o saldi invernali – precisa Valter Giammaria – rappresentano, ancora, per il nostro settore circa il 35% del fatturato e per questo riteniamo che ad esse debba essere ridato il loro originario significato. Averne di continuo anticipato la data di inizio ha di fatto completamente snaturato questo tipo di vendita speciale a danno sia delle piccole e medie imprese del dettaglio che conseguentemente del consumatore determinando una confusione totale sulle varie forme di vendite straordinarie. I saldi debbono tornare ad essere delle reali vendite di fine stagione da effettuarsi nei periodi originariamente previsti, posticipandone, quindi, l’attuale data di avvio. Inoltre, è necessario che la Pubblica Amministrazione si impegni a far rispettare le regole, perché non è possibile continuare come oggi dove si assiste alla completa inosservanza delle stesse a cominciare da quelle previste per le vendite di fine stagione. Anche per questo abbiamo ribadito in tutte le sedi, la nostra contrarietà a ulteriori “liberalizzazioni” selvagge e demagogiche nel settore.

Così come con la stessa logica si sono deregolamentati gli orari e le aperture domenicali e festive del commercio. Ogni volta – prosegue Valter Giammaria – con cadenza ciclica c’è qualcuno che sostiene che per smuovere i consumi è necessario provvedere a anticipare, liberalizzare o fare chissà che altro per i saldi e comunque per il settore del commercio. Questo è stato dimostrato non rispondente a verità da un dato incontrovertibile come quello del calo dei consumi che stiamo subendo nelle vendite anche in presenza di sconti e che ha avuto ulteriore riprova nelle ultime festività natalizie.

I saldi – conclude Giammaria – sono un evento per la promozione del territorio oltreché un occasione vantaggiosa di acquisto per i consumatori. Ulteriori deregolamentazioni non sarebbero altro che nuovi colpi alle piccole imprese, allo loro presenza nei quartieri e nei rioni accelerando una fine che se non si cambia registro è ormai prossima.

La nostra Federazione del Settore Moda (FISMO) prosegue nell’impegno a tutela di questo importante comparto nell’economia del nostro territorio chiedendo con forza alle Istituzioni che prendano provvedimenti e facciano scelte per dare risposte concrete alle famiglie e alle imprese. In questo senso chiediamo alla Regione Lazio di proseguire con decisione e coinvolgimento le parti di rappresentanza nella discussione e approvazione del nuovo Testo Unico del Commercio. “La Moda può Tornare di Moda” se realmente si determinano azioni che, in particolar modo, restituiscano risorse e capacità di spesa alle famiglie nonché un fisco giusto per un contribuente onesto.  

 

LE REGOLE DEL SALDO  

La vendita di fine stagione (saldo) non ha obbligo di comunicazione al Comune.  Le condizioni favorevoli di acquisto prospettate al consumatore attraverso il messaggio pubblicitario debbono essere reali ed effettive .  

I prodotti esposti per la vendita nelle vetrine esterne o all’ingresso del locale e nelle immediate adiacenze dell’esercizio e su aree pubbliche o sui banchi di vendita, ovunque collocati, devono indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico, mediante l’uso di un cartello o con altre idonee modalità; quando siano esposti insieme prodotti identici dello stesso valore è sufficiente l’uso di un unico cartello.

Negli esercizi di vendita e nei reparti di tali esercizi organizzati con il sistema di vendita del libero servizio l’obbligo di indicazione del prezzo deve essere osservato per tutte le merci esposte al pubblico.  

I dati da esporre nei cartellini sono: a) il prezzo originario; b) la percentuale di sconto; c) il prezzo finale di vendita.  

Alle vendite di fine stagione non si applicano le normative relative alle vendite sottocosto: l’esercente, dunque, è libero di vendere i prodotti anche a prezzo inferiore a quello di acquisto.  

Il commerciante continuerà ad accettare i pagamenti con carta di credito e pos secondo i termini delle relative convenzioni.  

In caso di mancata conformità del bene al contratto (difetti o mancata corrispondenza rispetto alle caratteristiche descritte prima della vendita) il cliente ha diritto, ai sensi del D.LGD. n.° 24/2002: a) al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione (a scelta, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro); b) ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto (se la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose; se il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione entro un congruo termine; se la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata hanno arrecato notevoli inconvenienti al consumatore).  

L’impegno a non oscurare completamente le vetrine.  L’impegno alla massima disponibilità e cortesia nei confronti del cliente per eventuali cambi non dettati dall’obbligo di Legge. Non esiste difatti il cosiddetto diritto al “ripensamento” negli acquisti effettuati in forma diretta.

Ciò vale, come è noto, solo nei casi di vendita “a distanza” eseguita al di fuori dei locali commerciali

(ad esempio on line).

Ultimo aggiornamento Martedì 29 Dicembre 2015 14:15
 
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