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Casa: le detrazioni fiscali 2017 PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 04 Gennaio 2017 16:33

bonus_cultura

 

 

 

 

 

Fonte confesercenti.it

La Legge di Stabilità 2017 proroga di un altro anno gli incentivi per le abitazioni e il bonus mobili

Anche nel 2017 chi realizzerà interventi di efficienza energetica della propria abitazione potrà godere delle detrazioni fiscali del 65%. Nel caso di lavori di ristrutturazione  edilizia le detrazioni sono del 50%; rientrano in questo caso le detrazioni per l’acquisto e la messa in opera di singoli impianti che  producono energia da fonti rinnovabili o abbassano i consumi (come  sono gli impianti fotovoltaici, gli scaldacqua o i condizionatori a  pompa di calore).

E’ quanto stabilito nella Legge di Stabilità 2017 che proroga di un altro anno gli incentivi previsti per le case.

Rispetto agli anni passati le novità positive riguardano gli  interventi nei condomini: aliquote più alte, graduate in base  all’entità dei lavori e ai risultati raggiunti, fino al 75%, valide  per interventi realizzati da ora al 2021.

L’incentivo del 65% riservato agli interventi di efficientamento energetico delle singole unità immobiliari riguarda i seguenti interventi: per la riqualificazione globale su edifici esistenti (interventi che facciano conseguire determinati miglioramenti delle prestazioni energetiche) si possono detrarre fino a 100mila euro (cioè il 65% di una spesa di circa 154mila euro); per  coibentazione di pareti, soffitti o sostituzione di finestre e serramenti con altri e con particolari prestazioni di isolamento, fino a 60mila euro di detrazione fiscale; installazioni di pannelli solari  termici, fino a 60mila euro. E ancora: sostituzione della caldaia con un modello a condensazione,  fino a 30mila euro; installazione di pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia, fino a 30mila euro; acquisto e posa in opera delle schermature solari, fino a 60mila euro; acquisto e installazione di impianti di climatizzazione invernale a biomasse, fino a 30mila euro; acquisto, installazione e messa in opera di sistemi di domotica, per il controllo da remoto di impianti di  riscaldamento, produzione di acqua calda e climatizzazione nelle unità abitative.

Non cambiano i meccanismi per usufruire dell’incentivo. I pagamenti dovranno essere effettuati con bonifico bancario o postale e il rimborso avverrà in dieci anni, con rate di pari importo. Sarà  inoltre necessario conservare tutta la documentazione inerente  all’intervento e ai pagamenti. Per fruire della detrazione è necessario che gli interventi siano  eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici)  esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali (per l’attività d’impresa o professionale). La prova dell’esistenza dell’edificio può essere fornita  dall’iscrizione in catasto o dalla richiesta di accatastamento, oppure dal pagamento dell’imposta comunale (Ici/Imu), se dovuta. Quindi non  sono agevolabili le spese effettuate in corso di costruzione dell’immobile.

Sono ammesse all’agevolazione le persone fisiche (compresi gli esercenti arti e professioni); i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di personesocietà di capitali), le associazioni tra professionisti. Tra le  persone fisiche possono fruire dell’agevolazione anche i titolari di  un diritto reale sull’immobile, i condomini (per gli interventi sulle  parti comuni condominiali), gli inquilini e coloro che hanno  l’immobile in comodato. Sono ammessi a fruire della detrazione anche i familiari conviventi  con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo  grado) che sostengono le spese per la realizzazione dei lavori.

Rientrano nel novero dell’efficienza energetica anche gli interventi sulle caldaie ed impianti di riscaldamento dei condomini. Il decreto Milleproroghe ha procrastinato al 30 giugno 2017 l’obbligo della contabilizzazione del calore per gli impianti centralizzati di riscaldamento e di fornitura di acqua calda sanitaria condominiali. Per rimanere in esercizio senza sanzioni, sarà necessaria l’installazione di sistemi per la misurazione del calore di ciascuna unità abitativa.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che si ha diritto ad accedere alla detrazione del 65% solo se i contabilizzatori sono installati in concomitanza con la sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione o con pompe di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici a bassa entalpia. In questi casi il limite di spesa detraibile (per ogni contribuente) è di 30mila euro. Se invece i contabilizzatori sono installati senza che sia sostituito l’impianto di riscaldamento, o qualora sia sostituito con uno che non ha le caratteristiche tecniche richieste per l’ecobonus, le spese sono ammesse alla detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie.

Per quanto riguarda le detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie, rimane invariato il 50%, che viene prorogato per spese  sostenute fino al 31 dicembre 2017, applicabili a molti interventi ”energetici” o di risparmio energetico tra cui l’installazione di un impianto fotovoltaico e del sistema di accumulo (batterie) o l’installazione di condizionatori e scaldacqua a pompa di calore, anche in assenza di altre opere di ristrutturazione.

Sulle prestazioni di servizi per interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria) realizzati su immobili residenziali, viene applicata  l’Iva ridotta al 10%. Per alcuni ”beni significativi” (individuati  dal decreto 29 dicembre 1999) quali ascensori, infissi, caldaie, video citofoni, apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria, sanitari e rubinetteria, l’aliquota agevolata del 10% si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi.

Infine, in Legge di Stabilità è stato esteso a tutto il  2017 anche il bonus mobili: chi acquisterà mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni),  finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione potrà  beneficiare ancora di uno sconto Irpef del 50% per un massimo di  10.000 euro di spesa. Ma tra i requisiti richiesti ai contribuenti per il prossimo anno c’è  l’aver effettuato nel 2016 lavori ammessi alla fruizione del Bonus ristrutturazioni.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Gennaio 2017 16:35
 
5 Gennaio: partono i saldi invernali 2017. Regole e spesa media PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 02 Gennaio 2017 17:14

saldi

Giovedì 5 gennaio 2017

partono i saldi invernali a Roma e nel Lazio

I saldi sono un importante evento per la promozione del territorio e per la valorizzazione del negozio di vicinato

E’ necessario che il Comune si impegni a far rispettare le regole

Confesercenti ricorda le regole delle vendite a saldo

Questi saldi 2017 – dichiara Valter Giammaria, Presidente della Confesercenti di Roma –  cadono ancora  in un momento di estrema difficoltà del settore abbigliamento e calzature e possono comunque rappresentare una occasione di recupero per l’impresa diffusa. Anche questa volta abbiamo, purtroppo, assistito al caos più completo con tantissime attività che in spregio del rispetto delle regole che lo vietano hanno  effettuato “sconti” nel periodo inibito, non solo per mezzo di messaggi ma anche esponendo platealmente in vetrina percentuali di sconto ad esempio del 30 – 50% e ovviamente con una pressoché assente azione di controllo e sanzionamento.

La fotografia che appare - continua Giammaria – è quella di un settore allo stremo. Per il 75% degli intervistati, infatti, il 2016 ha continuato ad essere un anno di estrema difficoltà e ciò significa che se, come sembra, la stessa situazione si ripetesse nel corso  del 2017, molti commercianti non andrebbero più avanti.  Purtroppo i dati economici nella PMI – precisa Giammaria - sono inequivocabili: si registrano nel 2016 più di 1.000 chiusure nel settore moda tra Roma e Provincia. E pensare che dall’altro lato della legalità, sempre nella città di Roma, opera un esercito di abusivi - se ne stimano 20 mila di cui 8 mila solo nel cuore cittadino, - che sottraggono miliardi di euro alle casse dello Stato e ovviamente dei negozi.

C’è necessità di una decisa inversione di tendenza – sottolinea Giammaria – bisogna dare fiato alle famiglie e alle imprese. A dimostrazione delle sofferenze  del settore bisogna considerare che, dal 2008 al 2016, le quote di spesa dedicata dalle famiglie di Roma e del Lazio all’abbigliamento e alle calzature si è ridotta quasi del 25% . Stimiamo, difatti, che la spesa a famiglia a Roma e nel Lazio si attesterà in media intorno ai 250/300 Euro, anche perché il saldo invernale è l’occasione per l’acquisto di capi “importanti” quali ad esempio cappotti, piumini, giacconi etc..

Le vendite di fine stagione o saldi invernali  – precisa Valter Giammaria  – rappresentano, ancora, per il nostro settore un importante occasione di recupero e per questo riteniamo che ad esse debba essere ridato il loro originario significato. Averne di continuo anticipato la data di inizio ha di fatto completamente snaturato questo tipo di vendita speciale a danno sia delle piccole e medie imprese del dettaglio che conseguentemente del consumatore determinando una confusione totale sulle varie forme di vendite straordinarie. I saldi debbono tornare ad essere delle reali vendite di fine stagione da effettuarsi nei periodi originariamente previsti, posticipandone, quindi, l’attuale data di avvio.

Inoltre, è necessario che la Pubblica Amministrazione si impegni a far rispettare le regole, perche non è possibile continuare come oggi dove si assiste alla completa inosservanza delle stesse a cominciare da quelle previste per le vendite di fine stagione.

La Confesercenti ha ribadito queste richieste alla Sindaca Virginia Raggi e all’Assessore al Commercio Adriano Meloni chiedendo, inoltre, che venga istituita di nuovo la polizia annonaria per avere un intervento dedicato al settore con azioni e risultati verificabili.

I saldi – conclude Giammaria  – sono un evento per la promozione del territorio oltreché un occasione vantaggiosa di acquisto per i consumatori.

Ulteriori deregolamentazioni non sarebbero altro che nuovi colpi alle piccole imprese, allo loro presenza nei quartieri e nei rioni accelerando una fine che se non si cambia registro è ormai prossima.

La nostra Federazione del Settore Moda (FISMO) prosegue nell’impegno a tutela di questo importante comparto nell’economia del nostro territorio chiedendo con forza alle Istituzioni che prendano provvedimenti e facciano scelte per dare risposte concrete alle famiglie e alle imprese promuovendo la riqualificazione di strade e quartieri della nostra città e in questo modo sostenendo il commercio diffuso che oltre a svolgere un importante ruolo economico contribuisce a dare un servizio sociale e di vivibilità del territorio.

Infine, riteniamo utile oltreché doveroso informare sulle regole di questo tipo di vendita speciale.

LE REGOLE DEL SALDO

  • La vendita di fine stagione (saldo) non ha obbligo di comunicazione al Comune.
  • Le condizioni favorevoli di acquisto prospettate al consumatore attraverso il messaggio pubblicitario debbono essere reali ed effettive .
  • I prodotti esposti per la vendita nelle vetrine esterne o all’ingresso del locale e nelle immediate adiacenze dell’esercizio e su aree pubbliche o sui banchi di vendita, ovunque collocati, devono indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico, mediante l’uso di un cartello o con altre idonee modalità; quando siano esposti insieme prodotti identici dello stesso valore è sufficiente l’uso di un unico cartello. Negli esercizi di vendita e nei reparti di tali esercizi organizzati con il sistema di vendita del libero servizio l’obbligo di indicazione del prezzo deve essere osservato per tutte le merci esposte al pubblico.
  • I dati da esporre nei cartellini sono: a) il prezzo originario; b) la percentuale di sconto; c) il prezzo finale di vendita.
  • Alle vendite di fine stagione non si applicano le normative relative alle vendite sottocosto: l’esercente, dunque, è libero di vendere i prodotti anche a prezzo inferiore a quello di acquisto.
  • Il  commerciante continuerà ad accettare i pagamenti con carta di credito e pos secondo i termini delle relative convenzioni.
  • In caso di mancata conformità del bene al contratto (difetti o mancata corrispondenza rispetto alle caratteristiche descritte prima della vendita) il cliente ha diritto, ai sensi del D.LGD. n.° 24/2002: a) al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione (a scelta, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro); b) ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto (se la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose; se il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione entro un congruo termine; se la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata hanno arrecato notevoli inconvenienti al consumatore).
  • L’impegno a non oscurare completamente le vetrine.
  • L’impegno alla massima disponibilità e cortesia nei confronti del cliente per eventuali cambi non dettati dall’obbligo di Legge. Non esiste difatti il cosiddetto diritto al “ripensamento” negli acquisti effettuati in forma diretta. Ciò vale, come è noto, solo nei casi di vendita “a distanza” eseguita al di fuori dei locali commerciali (ad esempio on line).
 
Auguri di Buon Anno PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 30 Dicembre 2016 16:03

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Associazione ospitalità e ricettività: contro l'abusivismo PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 27 Dicembre 2016 13:19

aigo

CONTRO ABUSIVISMO NELLA RICETTIVITA’

Maggiori controlli, anche su Airbnb, e regole condivise per stanare gli abusivi nella ricettività turistica: Roma, Venezia, Firenze, Milano, Torino e Napoli facciano come Parigi.

E’ l’appello di AIGO, l’associazione dei gestori dell’ospitalità e ricettività diffusa di Confesercenti. Che chiede un tavolo con Anci e Regioni, per condividere una proposta di legge nazionale di contrasto all’abusivismo nel turismo, come quella già approvata in Francia, per la tutela dei consumatori e degli imprenditori in regola.

“Proponiamo un tavolo per discuterne – dichiara Agostino Ingenito, presidente AIGO Confesercenti -. La Camera francese ha già licenziato un testo che pone delle strette fiscali a chi affitta ad uso turistico in maniera non professionale. Inoltre sono state previste delle attività di controllo fiscale proprio mediante le maggiori piattaforme online di prenotazione, come Airbnb, che saranno obbligate a dichiarare i ricavi percepiti dagli host per tassarli. Si tratta di un provvedimento che arriva dopo la legge proposta dal Sindaco di New York che ha difatti bloccato l’attività irregolare di affitti a breve termine. Non a caso Airbnb non ha inteso più effettuare il ricorso”.

“Non vogliamo fare guerra alla sharing economy che è un’opportunità di valorizzazione ed un esempio di economia diffusa – continua Ingenito – ma è necessario che qualsiasi forma economica stia in un quadro di regole per garantire e tutelare i consumatori. L’Unione Europea non può trincerarsi dietro alle logiche di libero mercato senza tener conto di quanti danni provoca chi agisce fuori dalle norme, con residenze internazionali in paradisi fiscali e svolgendo un’attività concorrenziale ingiusta rispetto ad altri player di mercato”.

“Ecco perché auspichiamo – conclude il presidente AIGO Confesercenti – che subito dopo le festività natalizie sia indetto un tavolo nazionale per affrontare la questione, come peraltro già richiesto più volte, per discutere le esperienze degli altri Paesi ed individuare un’attività sinergica di valorizzazione del patrimonio immobiliare ad uso turistico, offrendo opportunità concrete anche ai territori interni, con un progetto nazionale di ospitalità turistica diffusa, favorendo la sicurezza e la tutela dei consumatori”.

 
La Confesercenti scrive alla Raggi: è venuto il momento di fare! la città è degradata. PDF Stampa E-mail
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Martedì 27 Dicembre 2016 12:58

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Lettera aperta alla Sindaca di Roma

Gentile Sindaca, la Città spoglia e senza appeal!

La Confesercenti di Roma è fortemente preoccupata per la situazione drammatica che vive la nostra città ed in particolare la piccola e media impresa del commercio, del turismo e dei servizi.

Purtroppo i dati economici che registriamo non sono positivi, sia per quel che riguarda la capacità di spesa delle famiglie, come del resto viene dimostrato dall’andamento dei consumi di questo Natale, che rispetto all’attività della nostra città che sembra non essere più in grado di investire sulle proprie ricchezze, facendo così diminuire il proprio appeal; una città sporca, degradata e strade buie, mentre continua a diffondersi l’abusivismo e proliferano veri e propri suk.

Non solo, in questo Natale dobbiamo registrare il mancato abbellimento della città con le luci natalizie e per la prima volta non potremo contare neanche sull’evento del concerto di fine anno.

Quest’anno registreremo la chiusura di oltre 2500 piccole imprese del commercio di vicinato con la perdita di oltre 8000 posti di lavoro.

Sembra di trovarci in una città ferma avvolta in una discussione chiusa che, attorcigliandosi su se stessa, non riesce ad esprimere tutte le dinamicità e potenzialità che possiede; una città incapace di attrarre, che perde le sue peculiarità turistiche, nonostante l’enorme patrimonio storico e architettonico di valore mondiale. Siamo convinti che c’è la necessità di iniziative ed atti coraggiosi che rimettono in moto Roma: la Roma turistica e dei commerci.

Occorre assolutamente intercettare la domanda del turismo internazionale che vede in Roma una importante meta da visitare. Crediamo che la nostra città, il suo tessuto economico e produttivo siano in grado di dare il proprio contributo a invertire questa situazione. In questi mesi abbiamo presentato proposte e idee che, a nostro avviso, possono contribuire a dare risposte alle aspettative di chi in questa città ci vive, ci lavora e dà lavoro. Purtroppo dobbiamo registrare che ad oggi l’Amministrazione Comunale non sembra aver accolto quanto da noi evidenziato.

Per questo crediamo non più rinviabile l’apertura di un confronto serio e concreto sui problemi della città, confermando la nostra disponibilità ad una fattiva collaborazione a fronte di un concreto impegno sulle cose da fare.

Chiediamo innanzitutto di investire nella promozione della città: solo dal contributo di soggiorno si incassano oltre 100 milioni di euro che andrebbero reinvestiti per sostenere politiche volte a rafforzare il turismo, la recettività, le iniziative e le manifestazioni che rendono questa grande città viva e attiva. Siamo pronti a collaborare ma la città non può ancora attendere: occorre uno scatto d’orgoglio, di impegno concreto e fattivo. La Confesercenti di Roma è pronta a collaborare ma chiede di essere ascoltata; chiede un concreto e reale confronto, serio, con la città e le forze produttive che, invece, sembra di fatto interrotto, con una Amministrazione incapace di misurarsi sulle questioni concrete ma piuttosto impegnata a risolvere questioni gestionali di rapporti interni, di scontri sulla funzionalità, su incarichi ed altre questioni interna alla struttura amministrativa.

Sindaca, siamo fiduciosi che Lei voglia, nel 2017, inaugurare un nuovo inizio della sua esperienza ma deve ascoltare la città e collaborare con essa, cogliere le opportunità, e non dire soltanto dei NO, ma rilanciare le attività di programmazione e promozionali: è venuto il momento di fare!

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Dicembre 2016 13:13
 
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