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Senza Impresa non c'è Italia. Riprendiamoci il futuro. Sessantamila imprenditori in Piazza a Roma PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 18 Febbraio 2014 15:57

manifestazione

Venturi: “Basta usarci come bancomat, giù fisco”

Si è conclusa “Senza Impresa non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro”, la prima mobilitazione generale delle PMI,  indetta dalle cinque associazioni che compongono Rete Imprese Italia: Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti. Circa 60mila imprenditori del commercio, dell’artigianato, del turismo e dei servizi, provenienti da tutta Italia, si sono radunati in Piazza del Popolo per chiedere una svolta nella politica economica italiana. occupazione del Paese.

Alla manifestazione sono intervenuti i presidenti delle cinque associazioni: Marco Venturi (Portavoce di Rete Imprese Italia e Presidente di Confesercenti), Daniele Vaccarino (Cna), Giacomo Basso (Casartigiani), Carlo Sangalli (Confcommercio) e Giorgio Merletti (Confartigianato).

“Oggi siamo qui per dire basta, per far sentire la nostra voce, per urlare la nostra rabbia”, ha detto Marco Venturi, aprendo gli interventi dei presidenti di Rete Imprese.  “Tanti, troppi nostri colleghi hanno perso tutto. Ben 372 mila imprese hanno chiuso nel 2013″. Nel suo discorso Venturi ha sottolineato le “scelte politiche dissennate” su cui artigiani e commercianti chiedono di “cambiare registro”. Dalle liberalizzazioni “a danno delle imprese” alla “frenata del credito” al fisco: “Siamo tartassati dallo Stato con una pressione fiscale che per le nostre imprese tocca il 66% anche a causa di una tassazione locale senza limiti”; con i Comuni che “ci impongono tributi folli e non ci danno servizi adeguati”. Poi ancora. “Siamo oberati da controlli mentre l’abusivismo resta impunito”, “siamo abbandonati a noi stessi persino quando veniamo colpiti da alluvioni e terremoti”. Non ci arrendiamo, aggiunge: “Vogliamo difendere la nostra dignita’, il nostro lavoro. Il Governo e il Parlamento devono capire che senza di noi il Paese si ferma. Diciamo basta alla scorciatoia fiscale, basta  usarci come  una cassa continua da cui prelevare ogni volta che c’è bisogno”. Il sistema fiscale e tributario “ci soffoca e ci opprime”.



Ultimo aggiornamento Martedì 18 Febbraio 2014 16:13
 
Rete Imprese Lazio: il 18 febbraio a Roma, noi ci saremo PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 14 Febbraio 2014 15:11

foto

Con questo comunicato stampa, Rete Imprese Lazio ha rilanciato l'adesione alla Mobilitazione Generale delle Imprese, che ha convocato la grande manifestazione del 18 febbraio prossimo a Roma, in Piazza del Popolo alle ore 11,00.

La burocrazia costa a un'impresa del Lazio 7mila euro l'anno

Il Pil del Lazio si è ridotto negli anni della crisi (2007-2013) dell'8%. Il valore aggiunto dell'industria e costruzioni ha subito una flessione del 16,1%; 50mila i posti di lavoro persi, mentre la disoccupazione è raddoppiata, dal 6,4 al 12,2% (150mila disoccupati in più) a danno dei giovani (disoccupazione oltre il 40%).

Sono i dati diffusi oggi nel corso della conferenza stampa organizzata dalle associazioni di pmi del territorio per spiegare le motivazioni dell'adesione alla manifestazione nazionale promossa da R.ETE. Imprese Italia per martedì prossimo, 18 febbraio, a Piazza del Popolo a partire dalle ore 12. Casartigiani Lazio, Cna Lazio, Confartigianato Imprese Lazio, Confcommercio Lazio, Confesercenti Lazio e Federlazio hanno presentato i dati dell'economia del territorio. Con le proposte unitarie alla Regione: semplificazione amministrativa, fisco, programmazione europea.

Nel bollettino sullo stato dell'economia, le associazioni fotografano una realtà ancora difficile: ogni giorno nel Lazio chiudono 91 imprese. E per il 2014 le previsioni sono ancora negative: il potere d'acquisto delle famiglie subirà un ulteriore calo dell'1,1%.

Non si può che ripartire da qui, ricordano le associazioni di rappresentanza delle 600mila pmi del territorio, che rappresentano nella Regione oltre il 95% del totale del sistema produttivo.

Le pmi della regione hanno un peso importante: rappresentano numericamente 1'1,8% del totale europeo e il loro impegno quotidiano garantisce 1'1,2% dell'occupazione dell'Unione.

Una macchina che rischia di rallentare se non si interviene per migliorare le condizioni di vita delle aziende che la alimentano: nel 2013 le imprese che hanno chiuso i battenti sono state oltre 33nnila, 91 al giorno.

Il saldo tra imprese artigiane registrate e cessate, in tutto il 2013, è negativo. Con percentuali peggiori (- 0,97%) rispetto all'anno scorso, quando, per la prima volta dal Dopoguerra, nell'artigianato si era registrato il segno meno a livello regionale (­0,19%). Meglio non è andata nel commercio: le imprese registrate al 2013 erano 164.886 con un peso complessivo del 26.50% sul totale; le iscrizioni sono state 6.955, le cessazioni 9.959, con un saldo negativo di - 3.004 imprese. Di queste95.064 sono del commercio al dettaglio. In questo comparto specifico il saldo tra iscrizioni (4.509) e cessazioni (6.282) è stato di - 1773 imprese.

E poi c'è il capitolo 'tasse'. Un imprenditore del Lazio, con un reddito di 48mila euro annui, nel 2012 ha speso per imposte e tasse 4.439,52 euro in più (+9,25%) del 2011 e impiegato l'anno scorso 279 giorni di lavoro solo per pagarle. Nel Lazio la pressione fiscale pesa per il 71,48% sul reddito dell'impresa. Pesa l'Imu (7mila euro in media). I rifiuti (4.850,03 euro in media). Nell'ultimo anno monitorato, l'aumento del fisco locale è stato del 7,04% per le imprese del Lazio. Gli imprenditori del Lazio impiegano 279 giorni di lavoro ogni anno solo per pagare le tasse. Nel 2012 erano 271 e 243 nel 2011.

L'economia del Lazio è bloccata dalla lentezza e farraginosità delle norme della burocrazia che costa 3 miliardi l'anno alle pmi, mediamente 7 mila euro l'anno. Costi che potrebbero diminuire di quasi 1 miliardo se venissero attuati i provvedimenti di semplificazione varati negli ultimi 5 anni. Solo per adempiere agli impegni con il fisco una micro, piccola e media impresa impiega ogni anno 34 giorni. Oltre 13 giorni in più rispetto alla media dei paesi dell'Area Euro.

Secondo Bankitalia le condizioni di accesso al credito alle imprese rimangono tese: per il 27% delle imprese della regione c'è stato un inasprimento nell'ultimo anno. Le aziende denunciano poi la complessità delle informazioni e un aumento dei tassi di interesse. E quelle che il credito ce l'hanno non ce la fanno più a saldare i debiti: alla fine del 2012, secondo Bankitalia l'incidenza delle sofferenze delle imprese era a quota 17,9%, in aumento rispetto al 2011 (15,4%). Colpa, in molti casi, dei ritardi dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni. Piaga, quest'ultima, su cui l'Europa ha di recente bacchettato il nostro Paese.

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Febbraio 2014 15:43
 
Nasce nel Lazio l'Agenzia delle Imprese Confesercenti PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 07 Febbraio 2014 10:32

BUSSONI: “UN PASSO IN PIÙ VERSO LA SEMPLIFICAZIONE DEL RAPPORTO

TRA PA E IMPRESE”

 Il Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato Confesercenti, nello specifico la società del Gruppo Caaf Sicurezza Fiscale, a svolgere attività di Agenzia per le Imprese nel Lazio. Le Agenzie per le Imprese sono organismi privati abilitati dal Ministero a gestire pratiche di avvio attività, modifiche, variazioni e cessazioni per specifiche attività economiche. Uno strumento di semplificazione per le PMI, che possono ottenere l’autorizzazione di Avvio Attività recandosi nelle sedi Confesercenti e Confesercenti Partner del Lazio. L’Agenzia per le Imprese, infatti, dopo una specifica istruttoria, rilascia una dichiarazione di conformità nei procedimenti soggetti a segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) nei settori commercio, pubblici esercizi e artigianato, che consente all’impresa di iniziare o modificare la sua attività.

“L’avvio dell’Agenzia è un passo molto importante verso la semplificazione e modernizzazione del rapporto tra le imprese e la pubblica amministrazione” - commenta il Segretario Generale di Confesercenti Mauro Bussoni - .“L’Agenzia sarà uno strumento in più per agevolare e assistere gli imprenditori, facilitando adempimenti burocratici: si tratta di una rivoluzione dei rapporti tra imprese e PA. Quest’ultima, infatti, non sarà più l’unico interlocutore: d’ora in avanti le aziende potranno contare anche su uno strumento che è parte di Confesercenti e quindi espressione del mondo imprenditoriale di riferimento, di cui ben conosce difficoltà e aspettative. Quella del Lazio è solo la prima: presto apriranno altre Agenzie per le Imprese Confesercenti in Veneto ed in Lombardia”.


 
La Confesercenti chiede al Sindaco Marino e al Presidente Zingaretti impregni concreti nei confronti delle imprese che hanno subito danni nell'alluvione che ha colpito Roma e il Lazio PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 06 Febbraio 2014 09:19


E’ necessario istituire un “vero” fondo per le imprese che hanno subito danni e approvare procedure affinché si possa rinviare il pagamento di imposte e tasse sia locali che nazionali

 

I danni provocati dall’alluvione che in questi giorni ha colpito il nostro territorio – dichiara il Presidente Confesercenti Valter Giammaria - sono conseguenza della fragilità strutturale della Capitale e del territorio laziale.

Nonostante sia passato neanche un anno da quanto accaduto con l’ultima nevicata che ha colpito il nostro territorio, nulla, abbiamo potuto verificare, è stato realizzato degli impegni presi in quell’occasione per aiutare i territori e le imprese colpite.

E’ necessario – prosegue Giammaria – che alle parole si accompagnino fatti concreti e verificabili.

Per le imprese, in particolare, quanto avvenuto aggrava una situazione già difficile dovuta alla crisi che si sta subendo.

La zona Cassia/Flaminia è sotto gli occhi di tutti come sia stata devastata e per quel che riguarda il litorale, permane una situazione allarmante soprattutto nell’area del Comune di Fiumicino. Per quanto riguarda Ostia la fotografia che appare è quella di un Lido dove i danni maggiori, oltre che nelle attività allagate, sono stati registrati nei magazzini e nei laboratori (la maggior parte dei quali sotto il livello stradale). Anche per gli stabilimenti balneari si registrano difficoltà dovute alle azioni del maltempo che hanno causato anche il ribaltamento delle strutture e si pensi, inoltre, che alcune aree sono state senza corrente elettrica per svariati giorni, con la conseguenze che possiamo immaginare.

Ancora più complessa appare la situazione a Ostia Antica e Infernetto con gravissimi e diffusi allagamenti.

Più assurdo, in questa situazione, ciò che è accaduto a Via del Corso nel pieno centro di Roma, dove sono “scoppiate “ le tubature, un’area questa interessata in questi anni a progetti e lavori di ristrutturazione da parte del Comune di Roma, così da non far comprendere come sia stato possibile che si sia verificato quanto avvenuto.

E’ ora di cambiare registro, conclude Giammaria, la Confesercenti di Roma chiede con decisione all’Amministrazione di Roma Capitale e alla Regione Lazio di intraprendere una strada fatta di atti concreti per non proseguire su continue emergenze.

Bisogna istituire un fondo che in maniera seria e concreta possa aiutare le imprese che hanno subito danni e inoltre approvare procedure affinché nelle zone maggiormente colpite ci sia un intervento sulle imposte e tasse sia locali che nazionali, affinché si rinviino i termini di pagamento delle stesse.

La Confesercenti di Roma ha, inoltre, attivato uno sportello dove le attività che hanno subito danni si possono rivolgere per raccogliere la richieste di risarcimento.

Per tali richieste bisogna scaricare dal sito www.confesercentiroma.it l’apposito format e inviarlo alla nostra Associazione.

 

Roma, 05.02.2014

 
Segnalaci i danni derivanti dall'alluvione dei giorni scorsi. Utilizza il format PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 05 Febbraio 2014 12:53

alluvione

pdfformat danni subiti a causa dellalluvione gennaio 2014.pdf

Ultimo aggiornamento Mercoledì 05 Febbraio 2014 12:57
 
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