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IN - Formazione per l'Incaming nella Regione Lazio PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 28 Luglio 2014 09:24

La Regione Lazio ha recentemente pubblicato un avviso in riferimento all’attuazione del programma POR 2007/2013: Sostenere Adattabilità dei lavoratori attraverso un offerta formativa di apprendimento permanente.

In questo quadro di riferimento, la Confesercenti di Roma e Lazio – settore Turismo – ha elaborato, in collaborazione con l’area formazione, un progetto di innovazione e formazione continua per operatori ed addetti del settore turistico

IN- Formazione per l’Incoming nella Regione Lazio

prendi visione in allegato e contattaci

Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Settembre 2014 16:34
 
Dal 30 Giugno obbligo ad accettare pagamenti con bancomat PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 26 Giugno 2014 16:26

Per tutte le attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, vige dal prossimo 30 giugno l’obbligo di accettare i pagamenti effettuati dai consumatori e dagli utenti anche attraverso carte di debito (bancomat); i titolari delle predette attività sono tenuti ad adeguarsi a detto obbligo dotandosi di appositi relativi strumenti (Point Of Sale o POS), come stabilito dall’art. 9, comma 15-bis, del decreto legge 30 dicembre 2013, n. 150, recante “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative”, convertito nella legge 27 febbraio 2014, n. 15.

Come è noto, l’art. 15, comma 4, del DL n. 179/2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221/2012, aveva introdotto detto obbligo, a far data dal 1° gennaio 2014, in considerazione del fatto che l'uso del contante comporta per la collettività rilevanti costi legati alla minore tracciabilità delle operazioni e al conseguente maggior rischio di elusione della normativa fiscale e antiriciclaggio, nonché costi anche per gli esercenti, legati sia alla gestione del contante sia all'incremento del rischio di essere vittime di reati.

L’efficacia della norma era legata alla successiva approvazione di uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, al fine di determinare gli eventuali importi minimi, le modalità e i termini, anche in relazione ai soggetti interessati, di attuazione delle nuove disposizioni.

L’atteso decreto è stato in effetti approvato il 24 gennaio 2014, per entrare in vigore il 28 marzo, sessanta giorni dopo la sua pubblicazione. Esso ha fornito alcune necessarie definizioni, tra cui quella di consumatore o utente, per tale intendendo la persona fisica che, ai sensi del “Codice del consumo”, agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta, quella di esercente, ossia il beneficiario, impresa o professionista, di un pagamento abilitato all'accettazione di carte di pagamento anche attraverso canali telematici, e infine quella relativa al terminale evoluto di accettazione multipla, cioè il terminale POS con tecnologia di accettazione multipla, ovvero che consente l'accettazione di strumenti di pagamento tramite diverse tecnologie, in aggiunta a quella “a banda magnetica” o a “microchip”.

A termini di decreto, l’obbligo di accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito si applica a tutti i pagamenti di importo superiore a trenta euro, per l'acquisto di prodotti o la prestazione di servizi.

Lo stesso provvedimento prevedeva che, fino al 30 giugno 2014, l'obbligo di accettare i pagamenti anche mediante carte di debito si applicasse limitatamente ai pagamenti effettuati per lo svolgimento di attività di vendita di prodotti e prestazione di servizi a favore delle imprese e dei professionisti il cui fatturato dell'anno precedente a quello nel corso del quale è effettuato il pagamento fosse superiore a duecentomila euro. Qualora non fosse intervenuta la proroga disposta dal DL n. 150/2013, dunque, si sarebbero presentate due distinte situazioni: quella delle imprese con fatturato superiore a duecentomila euro, per le quali l’obbligo sarebbe scattato con l’entrata in vigore del decreto, quindi dal 28 marzo, e quella delle altre imprese, con fatturato inferiore, per le quali l’obbligo sarebbe divenuto efficace solo dal 30 giugno 2014.

La proroga ha fatto venir meno il predetto distinguo, per cui dal 30 giugno 2014 l’obbligo vige, come si è detto, indifferentemente per tutte le imprese ed i professionisti.

In definitiva, a partire dal 30 giugno e soltanto oltre il predetto importo di euro 30 sussisterà per tutti gli esercenti e i professionisti l’obbligo di acquisire anche tramite POS i corrispettivi per la vendita di beni e per la prestazione di servizi, permettendo alla clientela su esplicita richiesta l’uso del bancomat, salva restando la facoltà di non accogliere transazioni con carta di debito al di sotto di tale soglia.

Le disposizioni in materia prevedono che con un successivo decreto, da emanarsi entro novanta giorni dal 28 marzo, possano essere individuati nuovi limiti minimi di fatturato rispetto a quelli individuati e possa essere disposta l'estensione degli obblighi ad ulteriori strumenti di pagamento elettronici anche con tecnologie mobili. Di detto decreto non si hanno, allo stato, notizie.

Resta comunque fermo che ad oggi non è prevista l’applicazione di sanzioni per i casi di eventuale inosservanza dell’obbligo, come già descritto in via preliminare dallo scrivente Ufficio con nota Prot. n. 4450 del 31 gennaio 2014.

 
CENSIS: i giovani comprano merce falsa PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 12 Maggio 2014 15:24

Tags: commercio

abusivi

Pubblichiamo integralmente il comunicato stampa del Censis, apparso sul sito, sui giovani e gli acquisti di merce falsa nel nostro territorio.

A Roma il 74,6% dei giovani compra merce falsa

Soprattutto abbigliamento, cd e dvd, cinte, borse e portafogli. Bancarelle su strada, mercati e spiagge i luoghi dell'acquisto. E per il 66,5% è un fatto socialmente accettabile: «lo fanno tutti». Federica Guidi: «La pericolosità sociale della contraffazione si batte con un'informazione qualificata come lo studio realizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico con il Censis»

 

Roma, 12 maggio 2014 - La grande maggioranza dei giovani romani (il 74,6%) acquista merce contraffatta. Al primo posto della classifica dei prodotti più venduti nel mercato romano del falso ci sono i capi d'abbigliamento (67,3%), seguiti da cd e dvd (48,3%), accessori come cinture, portafogli, borse (45,3%), scarpe (37,5%), occhiali da sole (31,6%), orologi e bigiotteria (20,1%), prodotti elettronici (20,1%), prodotti informatici (18,2%), profumi e cosmetici (16,1%).

È quanto emerge da un'indagine realizzata dal Censis, su incarico della Direzione Generale Lotta alla Contraffazione-Uibm del Ministero dello Sviluppo Economico, basata su un campione di giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni intervistati a Roma nei mercati di Porta Portese, Via Sannio e Villaggio Olimpico.

I luoghi privilegiati per l'acquisto di merce fake sono la strada, con le sue bancarelle (indicata dall'81,2% dei giovani acquirenti), e i mercati (segnalati dal 48%). Altro luogo deputato all'acquisto di merce contraffatta è la spiaggia (32,7%). Il 22,8% trova prodotti falsi nei negozi. Solo il 16,6% dei giovani romani li compra su Internet. E il 7,5% persino all'interno di case private.

L'acquisto è il risultato di una scelta intenzionale: solo l'11% era convinto di acquistare un prodotto autentico. Ed è guidato in primo luogo dalla volontà di risparmiare (69,6%), poi di possedere qualcosa di poco impegnativo (29,8%) o di cui si aveva effettivamente bisogno (28%).

Comprare contraffatto dà soddisfazione anche perché permette di «punire» le griffe amate e desiderate, ma allo stesso tempo odiate a causa dei prezzi troppo elevati: è di questa opinione il 76,1% degli intervistati.

Poco importa se la qualità del falso è inferiore rispetto a quella dell'originale: chi compra merce contraffatta sa a cosa va incontro, senza aspettarsi e pretendere troppo in termini di qualità, durata e riuscita complessiva del prodotto. È comunque pienamente (34,7%) o in parte soddisfatto (57,7%) di quello che ha acquistato.

Certo, qualche accorgimento è necessario, soprattutto se si ha bisogno di articoli che potrebbero risultare dannosi per la salute, come un paio di occhiali da sole. In questo caso il 53,4% dei giovani romani dichiara che preferisce rimandare l'acquisto fino a quando avrà i soldi necessari per comprare quelli originali. Ma il 26,2% non si fa scrupoli e compra quelli falsi.

L'acquisto di merce contraffatta è un atto socialmente accettato, che fanno tutti: la pensa così il 66,5% dei giovani romani. Anche quando c'è la percezione che la contraffazione è un reato, viene comunque considerato un illecito di lieve entità, che non merita una particolare attenzione da parte delle forze dell'ordine (lo crede il 63,9% degli intervistati). Non c'è quindi piena consapevolezza delle implicazioni negative per l'economia e il fisco, per la società e la salute, per il lavoro e la sicurezza personale.

Questo non significa che non ci sia un certo imbarazzo nell'indossare o possedere una copia illegale. Per il 40,9% dei giovani non dipende però dal fatto di compiere un illecito, ma dal rischio di fare brutte figure nel caso qualcuno si accorgesse del bluff.

I temi in grado di colpire maggiormente l'attenzione e la sensibilità dei più giovani in vista di future campagne di informazione anticontraffazione sono: lo sfruttamento della manodopera e la negazione dei più elementari diritti dei venditori (per il 35,2%), e l'implicazione della criminalità organizzata nel processo di produzione, distribuzione e vendita di merce contraffatta (32,8%). Si tratta di lati oscuri del fenomeno che farebbero aumentare il livello di allarme sociale, collegando la contraffazione con reati percepiti come ben più gravi e pericolosi come il contrabbando, il traffico di droga, la tratta di esseri umani.

«La pericolosità sociale della contraffazione è dato ormai acclarato - dichiara il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi - e la ricerca realizzata dal mio Ministero, con la collaborazione del Censis, fornisce ulteriore dati scientifici a supporto in tal senso. A fronte di un comportamento dei consumatori, soprattutto giovani, che sembra sempre più orientato a non considerare l'acquisto come un atto responsabile, anch'esso incluso nei propri doveri di cittadinanza, la risposta delle istituzioni non può che essere anzitutto incentrata sull'informazione qualificata, prima che sulla repressione. In tal senso la presentazione dello studio a Napoli, con il supporto del Comune e con il coinvolgimento attivo delle scuole superiori della città, rappresenta il simbolo di tale impegno a fianco dei cittadini di domani, per un consumo consapevole e responsabile, e soprattutto per la legalità».


Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Maggio 2014 10:22
 
Sabato 12 aprile un'altra giornata difficile per la piccola e media impresa PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 11 Aprile 2014 13:20

 

Giammaria: chiusura delle strade, interruzione del trasporto pubblico, praticamente l'obbligo di chiudere le attività. Un altro duro colpo all'economia della Città.

Sabato 12 aprile un'altra giornata difficile per la piccola e media impresa.

Domani, sabato 12 aprile, sarà un'altra giornata di grande difficoltà per chi deve lavorare in gran parte del nostro territorio – dichiara Valter Giammaria, Presidente Confesercenti di Roma.

Le piccole e medie attività vivono un nuovo giorno di caos e di interruzione coatta delle attività sia per l'impossibilità di essere raggiunti che per la chiusura di molte strade e interruzione del trasporto pubblico.

Non è possibile, sottolinea Giammaria, continuare in questa maniera.

La difficoltà economica che stiamo subendo non ci consente di perdere neanche un giorno di lavoro per far fronte a tutti gli impegni e mantenere i livelli occupazionali che stiamo in tutti i modi cercando di salvaguardare.

In questa maniera, anche senza una volontà specifica si spostano quei pochi consumi che ci sono sempre più verso i centri commerciali che sono all'esterno di Roma.

Non è, qui, in discussione il diritto di ognuno di manifestare il proprio dissenso e rivendicare i propri diritti.

Però, crediamo, che vada difeso il diritto anche a poter svolgere il proprio lavoro e dare il servizio che viene richiesto a chi lavora in questa Città.

Chiediamo, quindi, al Sindaco di Roma Capitale, Ignazio Marino, che si faccia parte attiva e concreta per trovare soluzione a questo problema che nella nostra Città assume un rilievo non più rinviabile.

Roma, 11.04.2014

 
Convenzione Equitalia e Rete Imprese Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 11 Aprile 2014 11:55

Innovare e semplificare il rapporto fisco-imprese

Informiamo che la Confesercenti nazionale ha diffuso la seguente notizia di interesse delle imprese associate:

Continua l’impegno di collaborazione tra il mondo del commercio e dell’artigianato ed Equitalia per semplificare il rapporto tra fisco e imprese. In questo quadro, è stata rinnovata la convenzione tra Equitalia e le Confederazioni aderenti a R. E TE. Imprese Italia (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti).Il protocollo sottoscritto recepisce alcune esigenze di semplificazione e snellimento delle procedure, permettendo di attivare convenzioni locali tra gli Agenti della riscossione e i rappresentanti regionali e provinciali delle Confederazioni, con l’obiettivo di rafforzare e consolidare il dialogo con il mondo imprenditoriale. Le associazioni aderenti alle cinque Organizzazioni potranno utilizzare uno sportello web interattivo che consentirà loro, per conto degli associati, la presentazione di istanze e la richiesta di informazioni nell’ottica di rendere più agevole e rapido il rapporto. Inoltre, ci sarà la possibilità di fissare appuntamenti presso gli sportelli Equitalia per esaminare con i funzionari argomenti di particolare complessità e pratiche di rateazione.Infine, già nelle prossime settimane, sono previsti incontri periodici sul territorio e la sottoscrizione di protocolli locali per realizzare una maggiore interazione tra le Confederazioni ed Equitalia e porre le basi di una rafforzata assistenza nei confronti dei contribuenti .

Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Aprile 2014 12:00
 
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