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  1. Presidenza Regionale della Confesercenti del Lazio

    E' convocata la Presidenza regionale del Lazio che si terrà il 23 luglio 2013 alle ore 13.30 presso la sede dell'associazione a Roma in Via Messina 19.


  2. Presidenza Provinciale Confesercenti Roma

    E' convocata la Presidenza della Confesercenti Provinciale di Roma che si terrà il 22 luglio 2013 alle ore 13.30 presso la sede dell'associazione a Roma in Via Messina 19.


  3. Assemblea Elettiva - Proposta di Delibera convocazione Assemblea Elettiva 2013

    Proposta di Delibera: convocazione Assemblea Elettiva 2013

     

    La Confesercenti Provinciale di Roma

    CONSIDERATA

    la riunione della Presidenza Provinciale del 09.04.2013 giusto apposito punto...

  1. LAZIO SENZA MAFIE: il patto sottoscritto dalle Associazioni e dalla Regione Lazio per contrastare le infiltrazioni mafiose nel tessuto economico e sociale della Regione. ASSEMBLEA SOS IMPRESA - RETE PER LA LEGALITA'

    Protocollo LAZIO SENZA MAFIE

     

    CRIMINALITA’: ASSEMBLEA SOS IMPRESA-RETE PER LA LEGALITA’ - 2 Luglio 2015

    Siglato accordo Confesercenti Lazio e Agenzia delle Entrate Lazio

    Protocollo d'intesa

    La Confesercenti Regionale del Lazio ha sottoscritto un importante protocollo d'intesa con l'Agenzia delle Entrate del Lazio avente ad oggetto l'utilizzo delle migliori iniziative per...

  2. Diventa Imprenditore

     Diventa Imprenditore, crea una nuova azienda

    Con Confesercenti Roma utilizzando il Bando

    Start Up della Camera di Commercio, contributi

    fino a 2.500 euro per l'avvio di impresa

    Per informazioni contatta il C@t,...

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CAMPAGNA ADESIONI 2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 13 Gennaio 2017 09:02

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Fondata a Roma nel 1971, la Confesercenti è una delle principali associazioni imprenditoriali del Paese ed è membro fondatore di Rete Imprese Italia. Rappresentiamo più di 350mila PMI del commercio, del turismo, dei servizi, dell’artigianato e dell’industria, capaci di dare occupazione ad oltre 1.000.000 di persone, riunite in oltre 70 federazioni di categoria. Con oltre 5mila addetti, 120 sedi provinciali, 20 regionali e oltre 1000 territoriali, siamo un punto di riferimento per le imprese su tutto il territorio nazionale. La nostra missione è quella di rappresentare il mondo delle PMI che, con il loro dinamismo, danno un contributo ineguagliato al Pil e all’occupazione d’Italia. Il nostro proposito è contribuire alla crescita delle imprese e con dell’economia e allo sviluppo della democrazia, attraverso la collaborazione con le istituzioni, con le organizzazioni sociali, economiche, culturali ed umanitarie. Su questi obiettivi, la Confesercenti promuove proposte su cui coinvolge le Istituzioni e le forze sociali italiane ed europee.

PALAZZO PER NAZIONALESTORIA:

Fra le più antiche confederazionidi imprese attualmente attive, La Confesercenti è stata fondata il 14 Febbraio 1971 a Roma, dall’unione di quattro associazioni fortemente rappresentative delle rispettive categorie: l’Anva (commercio ambulante), la Faib (distributori di carburanti), l’Uncic (commercio a posto fisso) e la Fiarc (agenti di commercio), che insieme contavano all’epoca – circa 80.000 iscritti.

In più di 40 anni di attività, la Confesercenti è cresciuta rapidamente: oggi aderiscono alla Confederazione più di 70 associazioni dei settori del commercio, turismo, servizi, artigianato, industria e di altre aree di interesse sociale ed economico. Sono circa mille le sedi dell’Organizzazione in Italia.

La principale ragione di questo successo sta nella motivazione che spinse i fondatori a costituire la nuova confederazione: la forte domanda di rappresentanza, di tutela, di sostegno alla crescita ed all’innovazione da parte delle piccole e medie imprese. A questa missione la Confesercenti rimane ancora legata. L’impegno della Confesercenti era quello di dare valore e dignità economica e sociale alle Pmi e lavorare per lo sviluppo e l’innovazione, attraverso una fitta rete di qualificate strutture territoriali.

A tal proposito risultano importanti le Conferenze Economiche realizzate dal 1978 in poi e che sono state caratterizzate da uno sforzo costante, e riuscito, di collocare le pmi in posizione di protagoniste dei processi economici fondamentali del Paese e al contempo di affermare che non era una prerogativa esclusiva delle grandi imprese quella di fare innovazione, di creare occupazione e di frenare la dinamica dei prezzi. Successivamente sono emerse altre idee che hanno cambiato la percezione delle pmi ed hanno condizionato le politiche nazionali di settore, a partire dalla legislazione fiscale e da quella relativa al commercio ed al turismo.

La Confederazione rafforza decisamente il suo ruolo lanciando la sfida dell’innovazione, che nella seconda parte degli anni novanta si caratterizza con le Assemblee i cui slogan “Dalla bottega all’impresa” e “Navigare il futuro” esemplificavano la spinta innovativa e il protagonismo che Confesercenti intendeva imprimere alle pmi. Le posizioni tenute da Confesercenti nel lungo e a volte difficile confronto con il governo sulla legge Bersani sono significative in tal senso: si è trattato di posizioni severe ma aperte, rigorose nella rappresentanza dell’interesse delle imprese ma attente a stimolare il cambiamento in senso moderno delle Pmi, a cui servivano nuove opportunità. Si trattò di un confronto non facile e a volte aspro, ma al cui termine fu possibile ottenere modifiche decisive e una legge complessivamente più avanzata. Il ruolo centrale delle pmi nella società è stato sostenuto da Confesercenti anche in occasione delle scelte di politica economica nazionale, attraverso accordi con i Governi, dal ’93 in poi. Questo ruolo contrattuale si è affermato anche nelle trattative istituzionali sulle politiche economiche e su quelle del lavoro e nella firma di numerosi contratti collettivi e accordi interconfederali per la gestione del mercato del lavoro.

Una tutela delle imprese a tutto campo che è resa ancora più evidente dall’impegno della Confesercenti, a partire dai primi anni ’90, nel campo della legalità. Prima con il sostegno ai pochi coraggiosi che si ribellavano al racket, poi con un protagonismo unico nella lotta all’usura, con il “treno contro l’usura”, con l’assistenza a migliaia di vittime e con la spallata decisiva ad ogni resistenza all’approvazione dell’apposita legge. Ancora oggi, “SOS Impresa”, l’associazione antiracket ed antiusura della Confesercenti, continua la sua battaglia per affermare la legalità come condizione per le imprese di guardare con fiducia al futuro.

Le ragioni del successo della Confederazione, vanno ricercate infatti nella capacità di cogliere la novità di quelle che qualche anno fa erano definite “le nuove tecnologie”. La frase “Navigare il futuro” non fu un semplice slogan, ma una precisa strategia: il primo sito web di Confesercenti e la dotazione di reti telematiche in tempo reale per la trasmissione documenti all’interno del sistema risalgono al 1993. Oggi siamo alla quarta edizione del Portale nazionale mentre sono state costituite nuove reti di servizi alle imprese e nuove associazioni di settore. L’allargamento della rappresentanza della Confederazione deriva da queste scelte. Non è casuale se alcune migliaia di imprese artigiane e, più di recente, di importanti gruppi di pmi industriali si riconoscono nella Confesercenti e nella sua capacità di accogliere e sostenere le diverse esigenze dei vari settori produttivi. Per questo dalla confederazione delle pmi sono state avanzate molte proposte per risolvere specifici problemi, nonché per affrontare le questioni di fondo, quali il risanamento dei conti pubblici e la creazione di margini economici per rendere possibili politiche di sviluppo.

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Gennaio 2017 11:09
 
Pubblici esercizi: nuovi accordi Siae PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 27 Dicembre 2016 11:06

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Fonte: confesercenti.it

La Federazione italiana degli esercenti pubblici, Fiepet- Confesercenti, annuncia il rinnovo degli accordi con la Siae, per la determinazione dei compensi del diritto d’autore per la diffusione della musica d’ambiente nei bar e nei ristoranti. I nuovi accordi, in vigore dal prossimo 1° gennaio 2017, introducono importanti novità in linea con il percorso di rinnovamento e di semplificazione delle tariffe e dei processi di collaborazione con la Società Italiana degli Autori ed Editori.

Il nuovo sistema tariffario risponde infatti alle mutate esigenze del mercato, adeguando i parametri, per determinare la base di calcolo, agli standard delle altre società di collecting europee. “In Italia, sono oltre 121mila gli abbonamenti per la musica d’ambiente nel settore dei pubblici esercizi,commenta Esmeralda Giampaoli, Presidente nazionale Fiepet, ed attraverso questi nuovi accordi vogliamo agevolare le nostre imprese con un sistema tariffario semplificato”.

I nuovi accordi prevedono che le tariffe siano determinate sulla base di due soli parametri: la superficie di somministrazione del locale, articolata per fasce di mq., e la tipologia di apparecchio audio e video utilizzato. Considerati i pubblici esercizi italiani, le prime tre fasce di superficie includeranno praticamente la totalità degli esercizi esistenti.

Superamento del parametro di categoria del locale, ormai inesistente, necessità di conteggio del numero di altoparlanti presenti ed eliminazione della maggioranza del compenso per le TV con schermi superiori a 40 pollici sono i principali plus dei nuovi accordi, che prevedono inoltre la favorevole opportunità di utilizzare delle tariffe flat, con abbonamenti ad importo fisso.

“Altra grande novità introdotta da questi accordi, riferisce Filippo Sugar, Presidente di Siae, consiste nella possibilità di attivare e rinnovare l’abbonamento on line, attraverso il portale dedicato alla Musica d’Ambiente. Un servizio che costituisce uno dei risultati degli investimenti nell’Agenda Digitale, effettuati per migliorare l’offerta e semplificare il lavoro degli utilizzatori del repertorio tutelato da Siae”.

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Dicembre 2016 12:49
 
Natale 2016: ecco i regali che troveremo sotto l'albero PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 05 Dicembre 2016 14:38

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Natale 2016. Abbigliamento, libri e gastronomia: ecco i regali più desiderati dagli italiani

L’indagine Confesercenti SWG: italiani vorrebbero doni utili, sotto l’albero sperano di trovare quello che non hanno acquistato durante l’anno. Tecnologia, profumi ed elettrodomestici nella top ten dei presenti più ambiti

Abbigliamento, libri e prodotti enogastronomici di qualità, magari legati alla tradizione. Sono questi i regali che gli italiani sperano di trovare sotto l’albero la notte di Natale. In particolare, vorrebbero scartare soprattutto capi d’abbigliamento, segnalati come regalo preferito dal 37% degli italiani, una quota corrispondente a circa 16,4 milioni di persone. In seconda posizione i libri, scelti dal 35%, mentre il podio è chiuso da cibi e vini (32%).

E’ quanto emerge dalla consueta indagine condotta da Confesercenti ed SWG su abitudini, consumi e vacanze dei cittadini del nostro Paese nella stagione natalizia. L’indagine – che nel 2016 taglia il traguardo della quindicesima edizione – si arricchisce quest’anno con la lista dei regali più graditi dagli italiani. Un’informazione di interesse per le imprese del commercio ma anche per i consumatori, visto che la corsa ai regali di Natale – che cadrà esattamente tra tre settimane - sta entrando nel vivo.

I regali di Natale più desiderati dagli italiani – top ten

Regalo % preferenze posizione
capi di abbigliamento 37%
libri 35%
cibi, vini 32%
prodotti tecnologici 29%
buoni acquisto (gift card) 27%
profumi e cosmetici 18%
elettrodomestici/cose per la casa 13%
smartbox o simili 8%
gioielli 8%
viaggi 6%
denaro 6%
Giochi e videogiochi 4% 10°

(valori % somma risposte) 

Al quarto posto della classifica dei regali più desiderati ci sono i prodotti tecnologici, auspicio del 29%. Seguono, in quinta posizione ed un po’ a sorpresa, i buoni acquisto prepagati, graditi al 27% dei rispondenti. Proseguendo nella top ten dei presenti più ambiti troviamo profumi e cosmetici – richiesti dal 18% - ma anche gli elettrodomestici ed accessori per la casa (13%), smartbox e gioielli, entrambi indicati dall’8% degli intervistati. In nona posizione, a pari merito con il 6% delle preferenze, i viaggi ed il denaro: a volere la classica bustina con i soldi, da spendere magari per il capodanno o per i saldi, sono soprattutto tra i più giovani.  Che li preferiscono, anche se di poco, a giochi e videogiochi, al decimo posto con il 4% delle preferenze. 

Appena fuori dalla top ten, invece, troviamo diversi consumi culturali: all’11esima posizione si incontrano infatti i fumetti, desiderati dal 4% dei nostri concittadini, seguiti da abbonamenti per teatro, biglietti per concerti e cd/dvd, che raccolgono il 3% delle preferenze segnando un deciso aumento della richiesta rispetto allo scorso anno. Un aumento di interesse che è forse effetto del bonus cultura, distribuito per la prima volta nel 2016 ai ragazzi che hanno compiuto 18 anni. Tra gli altri regali graditi agli italiani, attrezzature sportive (2%) biglietti per le Spa e accessori per l’auto, entrambi desiderati dall’1% degli italiani, circa 440mila persone.

I regali di Natale più desiderati dagli italiani – posizioni 11-14

Regalo % preferenze posizione
fumetti 4% 11°
abbonamenti teatro/biglietti concerti/cd e dvd 3% 12°
attrezzature sportive/bicicletta 2% 13°
biglietti Spa 1% 14°
accessori  auto 1% 15°
altro 6% -

(valori % - somma delle risposte)

Complessivamente gli italiani sembrano interessati per quest’anno soprattutto a ricevere regali utili, come emerge chiaramente dall’alto gradimento riscontrato per buoni acquisto e regali in denaro. Ma sotto l’albero vorrebbero trovare anche a quello cui hanno rinunciato durante l’anno. Una lettura trova conferma anche nella preferenza per i prodotti di moda: l’abbigliamento, infatti, è la voce di spesa più tagliata durante l’anno. 

In totale, infatti, il 72% degli italiani ammette di aver praticato qualche taglio alle spese negli ultimi dodici mesi. Un dato ancora elevato, ma in netto miglioramento rispetto allo scorso anno, quando a rivedere al ribasso gli acquisti era stato l’87%. Tra chi taglia la spesa quest’anno, il 24% confessa  di aver ridotto soprattutto le risorse da ‘investire’ in vestiti, calzature ed accessori. Una spending review dettata dalla necessità e dall’incertezza economica, non dalla volontà, a cui sperano di rimediare con i regali di Natale. Lo stesso vale per le vacanze, che sono state tagliate durante l’anno da un intervistato su dieci, e per la tecnologia, ridotta dal 13% degli intervistati. 

Nel corso del 2016 Lei ha ridotto delle spese? Se sì, quali?

  2014 2015 2016
non ha ridotto le spese  6 12 23
ha aumentato le spese 2 1 5
ha ridotto le spese 92 87 72

(valori%  Confronto temporale -  dati riportati a 100 senza non risposta)

Ha ridotto le spese per:

per i capi d'abbigliamento e calzature 28 26 24
per le vacanze 16 12 14
per la casa 13 12 10
per carburante 15 11 9
per i beni alimentari 11 8 6
computer/tablet/cellulari 14 10 13
altre spese 3 6 4
ho ridotto tutte le spese - 15 20

(valori%  Confronto temporale -  dati riportati a 100  senza non risposte)

Roma, 3 dicembre 2016

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Dicembre 2016 14:54
 
ROMA INDUSTRIALE: il convegno promosso da Confesercenti in Campidoglio PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 21 Novembre 2016 11:14

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L'intervento del Presidente Confesercenti, Valter Giammaria. 

Debbo dire che, quando si è sparsa la voce che la Confesercenti di Roma ha organizzato questo evento, Roma industriale, si è levata più di una battuta sul fatto che proprio noi, un’associazione di piccole e piccolissime imprese, promuovesse un evento su un tema cosi a noi lontano come l’industria.

E debbo aggiungere che quelli che più si sono incuriositi dell’originalità dell’iniziativa sono proprio quelli che ripetono, a questo punto in maniera stanca e ripetitiva, che gli steccati sono superati, che la risposta alla crisi sta nel trovare soluzioni orizzontali , che l’associazionismo d’impresa  deve ripensarsi su basi nuove, non più figlie delle logiche del 900.

Ecco, ci siamo presentati su basi nuove.

Proponiamo un dibattito sul futuro di Roma , del suo tessuto produttivo, delle sue reali potenzialità di crescita economica ed occupazione, fuori dallo schema di chiedere soldi allo Stato, ma, se mi è consentito, anche fuori dall’idea che quando si parla di economia a Roma si parla solo, e lo dico io, di commercio e di turismo.

Voglio fare subito degli esempi concreti, dei progetti esistenti di riconversione dei siti dismessi alle porte di Roma.

  • Romana Calcestruzzi, 17.000 metri cubi, di cui il 60% a vocazione commerciale
  • Ex fornace Mariani, 14.000 metri cubi, 100% a vocazione commerciale
  • Ex geosonda, 14.000 metri cubi, 100% a vocazione commerciale e ricettivo
  • Ex fornace Briziarelli Marsciano, 60.000 metri cubi, 75% a vocazione commerciale e il resto residenziale
  • Ex Fornace D’Agostino, 22.000 metri cubi, 100% a vocazione commerciale
  • Ex SCAC 13.000 metri cubi, 60% a vocazione commerciale e 40% residenziale

E naturalmente gli ex-mercati generali.

Ecco, è da una lettura di questi piccoli dati che ci siamo posti il tema di Roma Industriale.

Ma è proprio vero che la sola ipotesi di riconversione possibile è quella da industriale a commerciale? Non pensiamo davvero che di centri commerciali ce ne sono troppi? Non ci siamo detti, con Zingaretti, che non avremmo autorizzato altri centri commerciali finche non si approva il nuovo TESTO UNICO DEL COMMERCIO?

E , per stare al tema, ma ci siamo proprio tutti convinti di abbandonare un secolo di storia industriale di Roma ? siamo proprio sicuri che non esistono investitori pronti a credere in questa città, e nella sua vena manifatturiera ?

L’idea di questo convengo è nata proprio dalla lettura che un recente studio realizzato dalla CCIAA di Roma sui siti industriali dismessi ha fatto emergere e che ci fa apparire come unica, come sola finalità possibile quella del commercio, a danno dell’industria .

Per noi non è cosi.

Grazia Pagnotta ci ha appena illustrato la storia dello sviluppo dell’economia di Roma con un taglio inedito, oggettivo, difficilmente replicabile, su un fatto che ne la stampa ne i decisori pubblici hanno mai davvero preso in esame: la vocazione industriale di Roma. In questa miopia c’è un duplice dato, a nostro avviso: un’idea che Roma, ancora oggi, non può essere altro che ambulanti e ricettivo, ed in fondo, un grumo di un sentimento ANTI-ROMANO che c’è sempre stato e che rimane intatto ancora oggi.

A dirla tutta è proprio dall’esperienza dei distretti industriali che in questi mesi abbiamo replicato lo schema dei distretti del commercio, esperienza già consolidata in Lombardia e che nel Lazio è stata ripresa con forza dall’Assessore Fabiani con il primo passo rappresentato dal bando sulle reti d’impresa di prossimità .

Perche il filo della nostra proposta di oggi è questo: rilegare la città, il suo tessuto urbanistico e produttivo, le piccole e le grandi imprese. Noi non abbiamo mai interpretato la nostra funzione di rappresentanza delle pmi infatti in termini antitetici. Piccoli contro grandi, centro contro periferie, commercianti contro le industrie.

È solo dentro una visione d’insieme della città , di come la si rilega, che le aspettative tanto dei piccoli commercianti quanto delle medie e grandi industrie possono avere uno sbocco.

Voglio essere chiaro: ci aspettiamo dall’Assessore Berdini non un elenco di misure ma un’idea della città, uno scenario intorno al quale TUTTI si mettono in gioco e portano , non soltanto la loro idea di sviluppo, ma un insieme di proposte concrete e fattibili.

Certo, le prime scelte di questa Amministrazione comunale sono state scelte forti sulle quali non siamo stati nemmeno d’accordo: dalla Fiera di Roma alle Olimpiadi,  dallo Stadio della Roma alle Torri dell’EUR. Ma 4 mesi per giudicare sono pochi. A parlare saranno , tra un po , i fatti, i numeri, le imprese che aprono o, per dirla tutta, che non chiudono, quanti assunti a tempo indeterminato in più ci saranno tra 12 mesi a Roma . ma per fare tutto questo servono le proposte.

Noi ne avanziamo un paio:

  • Riconversione dei siti industriali dismessi con finalità industriali
  • Rapida approvazione della legge 13 del 97 da parte della Regione e della 448 del 1992 dal parte parlamento.

Sono leggi che definiscono una cornice normativa di un mondo che non c’è più, di un’economia che era già cambiata ancora prima della crisi del 2008, figuriamoci oggi. Ma come possiamo pensare di essere attrattivi agli occhi degli investitori con 2 leggi che di almeno 25 anni? Come pensiamo di mettere in rete tutti gli attori dello sviluppo soltanto con le risorse del POR senza aggredire subito e con forza, l’enorme ritardo normativo che , solo su questo punto, abbiamo accumulato?

Eppure di leve ne abbiamo tante: 3 Poli Universitari di assoluto rilievo, incubatori d’impresa, il Tecnopolo, le tante sturt-up ed industrie creative, l’artigianato artistico, la moda.

Ecco questi pezzi vanno rimessi insieme e va fatto assumendo , oggi, davanti a tutti un impegno formale.

Chiudere, per non riaprirla mai più , la stagione delle varianti e dei cambi di destinazione d’uso FINALIZZATI a tutto tranne che a creare occupazione e sviluppo.

Se, per fare un esempio, si riesce a riportare Roma sui suoi normali standard economici, non ci avventureremo più sul terreno della riconversione dei terreni agricoli ai fini industriali e dei servizi, ma proveremo ad imporre la ricerca di uno dei tanti siti industriali  dismessi, che torneranno competitivi se le due leggi di cui parlavo verranno approvate, che le procedure di assegnazione saranno certe e limpide come è giusto che sia, e che rimettiamo sul mercato un ASSET formidabile che a Roma abbiamo.

I nostri gentili ospiti, che ringrazio di nuovo, diranno la loro.

Noi per parte nostra speriamo di aver gettato un sasso nello stagno, di aver concorso a riaccendere un dibattito sulla città fermo ormai da troppi anni, e di far tornare a circolare le idee, le analisi, lo studio, le proposte. 

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Appello del Sindaco di Cerveteri dopo la tromba d'aria che ha devastato il litorale romano PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 08 Novembre 2016 09:24

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APPELLO PUBBLICO

 

A seguito della tromba d'aria del 6/11/2016 alcune zone rurali del territorio comunale non sono ancora raggiunte dalla corrente elettrica; la società Enel sta lavorando sul campo per il ripristino ma non si conosce ancora l'esatta durata degli interventi.

Al fine di dare supporto alle famiglie che vivono in queste aree si richiede a chiunque avesse a disposizione ogni genere di

GENERATORE DI CORRENTE ELETTRICA

di poterlo temporaneamente mettere a disposizione della Protezione Civile di Cerveteri che, a sua volta, interverrà a supporto delle famiglie che ne faranno richiesta.

Per ogni informazione e in caso di emergenza contattare i numeri:

 

Ultimo aggiornamento Martedì 08 Novembre 2016 09:27
 
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