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  1. Presidenza Regionale della Confesercenti del Lazio

    E' convocata la Presidenza regionale del Lazio che si terrà il 23 luglio 2013 alle ore 13.30 presso la sede dell'associazione a Roma in Via Messina 19.


  2. Presidenza Provinciale Confesercenti Roma

    E' convocata la Presidenza della Confesercenti Provinciale di Roma che si terrà il 22 luglio 2013 alle ore 13.30 presso la sede dell'associazione a Roma in Via Messina 19.


  3. Assemblea Elettiva - Proposta di Delibera convocazione Assemblea Elettiva 2013

    Proposta di Delibera: convocazione Assemblea Elettiva 2013

     

    La Confesercenti Provinciale di Roma

    CONSIDERATA

    la riunione della Presidenza Provinciale del 09.04.2013 giusto apposito punto...

  1. LAZIO SENZA MAFIE: il patto sottoscritto dalle Associazioni e dalla Regione Lazio per contrastare le infiltrazioni mafiose nel tessuto economico e sociale della Regione. ASSEMBLEA SOS IMPRESA - RETE PER LA LEGALITA'

    Protocollo LAZIO SENZA MAFIE

     

    CRIMINALITA’: ASSEMBLEA SOS IMPRESA-RETE PER LA LEGALITA’ - 2 Luglio 2015

    Siglato accordo Confesercenti Lazio e Agenzia delle Entrate Lazio

    Protocollo d'intesa

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  2. Diventa Imprenditore

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    Con Confesercenti Roma utilizzando il Bando

    Start Up della Camera di Commercio, contributi

    fino a 2.500 euro per l'avvio di impresa

    Per informazioni contatta il C@t,...

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Orafi: nuovo Decreto mette a rischio pmi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 07 Luglio 2017 17:10

Orafi Confesercenti Roma: un nuovo decreto come una mannaia sulle piccole imprese

Dopo anni in cui la F.I.O.G Confesercenti  chiedeva una regolamentazione dl settore dei preziosi per governare il processo e le attività dei compra oro, arriva come una mannaia un decreto che di fatto ucciderà definitivamente un settore  fiore all’occhiello dell’intero Paese,  il settore degli orafi e gioiellieri culture millenarie del made in Italy.

Il Decreto Legislativo 92/2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 giugno scorso, stravolge il mercato legato ai preziosi usati.

Tra le novità: obbligo per gli esercenti di iscriversi in un apposito registro, aprire un conto corrente dedicato, "schedare" cliente e prezioso, segnalare operazioni sospette

Hanno prima creato un mercato a dir poco dubbio   lasciando operare decine di truffanti e ricettatori che hanno comunque coinvolto anche operatori seri, per poi infilare in un unico imbuto tutta la categoria.

La F.I.O.G. non ci sta e chiede a chi di competenza una immediata rivisitazione dl decreto che altrimenti creerebbe ulteriori danni economici ad un settore ormai in crisi da anni.

Le nuove disposizioni che disciplinano la compravendita e la permuta di oggetti preziosi usati nascono nell'intento di rendere tracciabile ogni passaggio di proprietà. "In realtà, il decreto avrebbe dovuto finalmente regolamentare i compro-oro, che nell'usato hanno il loro unico business. Invece, a sorpresa, il Governo ha rimescolato le carte e ha infilato tutte le attività di commercio di preziosi - non solo i compro-oro, nella nuova disciplina. Così, di fatto, congela il mercato dell'usato", sottolinea il presidente Mauro leoni

Un decreto che non debellerà il fenomeno  del riciclaggio e che viene approvato con una fretta inaudita. Perche?

Dal 5 luglio, in sintesi, se un gioielliere desidera continuare a fornire ai propri clienti servizi di permuta o sistemazione dei vecchi preziosi (anche solo sostituire una chiusura difettosa) deve iscriversi ad un apposito registro degli operatori; dotarsi di un conto corrente bancario o postale dedicato a questo tipo di transazioni; identificare il cliente; quotare e descrivere l'oggetto prezioso scambiato, anche mediante documentazione fotografica; segnalare all'UIF (Unità d'Informazione Finanziaria) le operazioni sospette.
Dovrà poi annotare l'eventuale cessione dell'oggetto a fonderie e conservare due fotografie del prezioso acquisito. Il decreto cambia anche la soglia per l'uso del contante ammesso per i preziosi usati, che si abbasserà da 1.000 a 500 euro.

Completa l'intervento legislativo un impianto sanzionatorio assolutamente sproporzionato, che prevede, fra l'altro, una multa da 2.000 a 10.000 euro e la reclusione da sei mesi a quattro anni per l'esercizio abusivo dell'attività di compro oro senza iscrizione al Registro nazionale; una sanzione da 1.000 a 10.000 euro per l'omessa identificazione del cliente e una sanzione da 5.000 a 50.000 euro per l'omessa segnalazione di operazione sospetta".

Percio’ al danno anche la beffa!  Serve intervenire immediatamente al fine di garantire quella professionalità che ci contraddistingue da  decenni .

Basta con attacchi alla microimpresa e all’Italia che Lavora onestamente!!

 
Saldi Estivi 2017: Confesercenti stima la spesa media a famiglia PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 28 Giugno 2017 18:10

Saldi estivi Giammaria Confesercenti Area: la spesa a famiglia a Roma e nel Lazio si attesterà sui 150,00 Euro.

I saldi sono un evento importante per la promozione del territorio e la valorizzazione dei negozi di vicinato

Dal 1 luglio partono i saldi estivi nella città di Roma e in tutto il territorio regionale con un periodo di durata che può essere di sei settimane.

“Questi saldi estivi 2017 – dichiara Valter Giammaria, Presidente della Confesercenti di Roma – vengono effettuati nel perdurare della crisi nel nostro mercato interno, che evidenzia la
situazione di estrema difficoltà del settore abbigliamento e calzature. Inoltre, mai come quest’anno si è assistito alla completa mancanza di controlli nel territorio che hanno di fatto quasi “legittimato” l’effettuazione dei cosiddetti “pre-saldi” colpendo i commercianti corretti con una concorrenza sleale e creando sempre più confusione nel consumatore. Da una nostra recente indagine emergono dati preoccupanti e che da tempo denunciamo, infatti emerge un calo del 32% dei redditi d’impresa montato nell’arco di 5 anni e a rischio di sprofondare sempre più”.

“La fotografia che appare – continua Giammaria – è quella di un settore allo stremo. Il 2016 è stato ancora un anno difficile e ciò significa che se, come sembra, la stessa situazione si ripetesse nel corso del 2017, molti commercianti non andrebbero più avanti. Negli ultimi 3 anni, di fatto, sono state circa 40 mila le imprese italiane del settore costrette a cessare l’attività (circa 4000 a Roma e nel Lazio)”.

“C’è necessità di una decisa inversione di tendenza – sottolinea Giammaria – bisogna dare fiato alle famiglie e alle imprese. A dimostrazione delle sofferenze del settore bisogna considerare
che, dal 2010 al 2016, le quote di spesa dedicata dalle famiglie di Roma all’abbigliamento e alle calzature si è ridotta quasi del 30%. Stimiamo, difatti, che la spesa a famiglia a Roma e nel Lazio si attesterà in media intorno ai 150,00 Euro. Incide su questa, oltre al peso impositivo già presente nel nostro territorio, la preoccupazione per l’incertezza occupazionale e di risorse che pesa sulle famiglie. Le vendite di fine stagione o saldi – precisa Valter Giammaria –  rappresentavano per questo settore circa il 35% del fatturato dell’anno e quindi riteniamo che ad esse debba essere ridato il loro originario significato. Averne di continuo anticipato la data di inizio ha di fatto completamente snaturato questo tipo di vendita speciale a danno sia delle piccole e medie imprese del dettaglio che conseguentemente del consumatore determinando una confusione totale sulle varie forme di vendite straordinarie. I saldi debbono tornare ad essere delle reali vendite di fine stagione da effettuarsi nei periodi originariamente previsti, posticipandone, quindi, l’attuale data di avvio. Inoltre, è necessario che la Pubblica Amministrazione si impegni a far rispettare le regole, perché non è possibile continuare come oggi dove si assiste alla completa inosservanza delle stesse a cominciare da quelle previste per le vendite di fine stagione. Anche per questo ribadiamo in tutte le sedi, la nostra contrarietà a ulteriori “liberalizzazioni” selvagge e demagogiche nel settore. Così come con la stessa logica si sono deregolamentati gli orari e le aperture domenicali e festive del commercio”.

“Ogni volta – prosegue Valter Giammaria – con cadenza ciclica c’è qualcuno che sostiene che per smuovere i consumi è necessario provvedere a anticipare, liberalizzare o fare chissà che altro per
i saldi e comunque per il settore del commercio. Questo è stato dimostrato non rispondente a verità da un dato incontrovertibile come quello del calo dei consumi che stiamo subendo nelle vendite anche in presenza di sconti praticamente continui e che durano tutto l’anno. I saldi – conclude – devono tornare ad essere un evento per la promozione del territorio oltreché un occasione vantaggiosa di acquisto per i consumatori. Inoltre – sottolinea Giammaria – bisogna dare un colpo deciso ai fenomeni della contraffazione (con un volume di affari di circa 2.,3 miliardi di Euro nel nostro territorio) e dell’abusivismo con il suo esercito di più di 7 mila attività solo nel settore moda). Ulteriori deregolamentazioni non sarebbero altro che nuovi colpi alle piccole imprese, allo loro presenza nei quartieri e nei rioni accelerando una fine che se non si cambia registro è ormai prossima. La nostra Federazione del Settore Moda (FISMO) prosegue nell’impegno a tutela di questo importante comparto nell’economia del nostro territorio chiedendo con forza alle Istituzioni che prendano provvedimenti e facciano scelte per dare risposte concrete alle famiglie e alle imprese. “La Moda può Tornare di Moda” se realmente si determinano azioni che, in particolar modo, restituiscano risorse e capacità di spesa alle famiglie nonché un fisco giusto per un contribuente onesto”.

“Infine, riteniamo utile oltreché doveroso ricordare le regole di questo tipo di vendita speciale.

LE REGOLE DEL SALDO

  • La vendita di fine stagione (saldo) non ha obbligo di comunicazione al Comune.
  • Le condizioni favorevoli di acquisto prospettate al consumatore attraverso il messaggio pubblicitario debbono essere reali ed effettive.
  • I prodotti esposti per la vendita nelle vetrine esterne o all’ingresso del locale e nelle immediate adiacenze dell’esercizio e su aree pubbliche o sui banchi di vendita, ovunque collocati, devono indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico, mediante l’uso di un cartello o con altre idonee modalità; quando siano esposti insieme prodotti identici dello stesso valore è sufficiente l’uso di un unico cartello. Negli esercizi di vendita e nei reparti di tali esercizi organizzati con il sistema di vendita del libero servizio l’obbligo di indicazione del prezzo deve essere osservato per tutte le merci esposte al pubblico.
  • I dati da esporre nei cartellini sono: a) il prezzo originario; b) la percentuale di sconto; c) il prezzo finale di vendita.
  • Alle vendite di fine stagione non si applicano le normative relative alle vendite sottocosto: l’esercente, dunque, è libero di vendere i prodotti anche a prezzo inferiore a quello di acquisto.
  •  Il commerciante continuerà ad accettare i pagamenti con carta di credito e pos, secondo i termini delle relative convenzioni.
  •  In caso di mancata conformità del bene al contratto (difetti o mancata corrispondenza rispetto alle caratteristiche descritte prima della vendita) il cliente ha diritto, ai sensi del D.LGD. n.° 24/2002: a) al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione (a scelta, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro); b) ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto (se la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose; se il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione entro un congruo termine; se la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata hanno arrecato notevoli inconvenienti al consumatore).
  • L’impegno a non oscurare completamente le vetrine.
  • L’impegno alla massima disponibilità e cortesia nei confronti del cliente per eventuali cambi non dettati dall’obbligo di Legge. Non esiste difatti il cosiddetto diritto al “ripensamento” negli acquisti effettuati in forma diretta. Ciò vale, come è noto, solo nei casi di vendita “a distanza” eseguita al di fuori dei locali commerciali (ad esempio on line)”.
 
Bando Start Up - Edizione 2017 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 06 Aprile 2017 12:58

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Fonte Camera di Commercio di Roma

La Camera di Commercio di Roma, nell’ambito delle proprie finalità di sostegno allo sviluppo economico e occupazionale del territorio provinciale, con particolare attenzione al supporto di quelle categorie che tradizionalmente risultano svantaggiate, quali le nuove realtà in fase di creazione e di avvio di impresa, alla luce dell’attuale congiuntura recessiva che il sistema economico dell’intero Paese sta attraversando, ha adottato la presente misura per sostenere lo start up aziendale, abbattendone i costi ed incentivando la concretizzazione di idee imprenditoriali e la nascita di nuove imprese, al fine di sostenere la ripresa della produttività, la crescita e lo sviluppo economico del territorio.

La misura, a supporto dei processi di creazione e avvio di una nuova attività d’impresa, consiste in un contributo a favore di aspiranti imprenditori per il costo di taluni servizi per la costituzione di una nuova impresa.

In particolare, prevede l’abbattimento del costo del servizio di accompagnamento da erogarsi a favore dell’aspirante imprenditore, fino ad un massimo di Euro 2.500,00 al netto dell’IVA, ovvero fino ad un massimo di Euro 3.000,00 al netto dell’IVA nel caso di costituzione di società di capitali.

Per ogni esigenza o per accedere all'opportunità concessa dalla misura camerale rivolgersi al C.A.T. Confesercenti di Roma - "Bando Start Up"

C.A.T. DI CONFESERCENTI ROMA S.r.l.Via Messina, 19
00198 Roma
Tel. 06.44250267 – fax 06.44250268
E-mail:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  - PEC:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Orari di apertura: da Lunedì a Venerdì 8.30 – 17.30 previo appuntamento
Riferimento: Anna Elisa Mainero

Viale Bruno Buozzi, 31
00015 Monterotondo (RM)
Tel. 06.90625474 – fax 06.9066068
E-mail:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Orari di apertura: da Lunedì a Giovedì 8.30 - 13.00 / 14.30 - 17.30 previo appuntamento
Riferimento: Paola Bonomo

 

Maggiori informazionihttp://www.rm.camcom.it/pagina82_altri-bandi-e-avvisi.html

Ultimo aggiornamento Martedì 02 Maggio 2017 15:53
 
Certezze per gli ambulanti: milleproroghe è legge PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 13 Marzo 2017 12:38

Certezza per gli ambulanti, concessioni almeno fino al 2031

 

 

 

 

 

 

 

Fonte confesercenti.it

Il caos sulle concessioni del commercio ambulante sta per finire. «Il milleproroghe è diventato legge, confermando così la validità delle procedure per il rinnovo delle concessioni che sono già state avviate da moltissimi Comuni in tutta Italia. È un primo importante passo verso la sicurezza degli imprenditori». È finalmente soddisfatto Maurizio Innocenti, Presidente di Anva, l’ associazione nazionale dei venditori ambulanti, che ieri ha avuto un incontro al Ministero Sviluppo Economico.

Cosa cambia per il commercio su aree pubbliche? «Le imprese che hanno partecipato alle procedure non vedranno buttato il lavoro fatto. Adesso, nella stragrande maggioranza dei mercati del nostro Paese gli operatori potranno contare su una concessione che durerà perlomeno fino al 2031: hanno dunque di nuovo la possibilità, finalmente, di programmare la propria attività imprenditoriale».

Perché, si erano bloccati? «Si erano paralizzati. Per questo dico che avere la certezza della validità delle procedure è fondamentale per il settore, soprattutto in questo momento: la confusione cui abbiamo assistito negli ultimi mesi aveva congelato il commercio ambulante. Decine di migliaia di imprenditori non avevano più idea di quale sarebbe stata la loro sorte, se la loro attività sarebbe sopravvissuta o meno. Ora, invece, hanno una garanzia. E possiamo iniziare un percorso per mettere in sicurezza tutti gli imprenditori».

Cosa succederà dopo la scadenza delle concessioni? «Non riesco ad immaginare una qualsiasi tipologia di impresa che possa lavorare e prosperare con dei limiti temporali così definiti. Per questo, adesso che abbiamo visto confermare le procedure per gli ambulanti, continueremo a fare pressione perché Governo e Parlamento compiano atti concreti per escludere il commercio su aree pubbliche dal campo di applicazione della direttiva servizi, come chiediamo fin dal 2009. Però devono essere atti concreti, non la solita boutade dell’ approvazione di una mozione o di un ordine del giorno: fino ad ora ce ne sono stati 75, approvati da commissioni, regioni e quant’altro. Senza risultati reali per gli operatori».

Quali scenari futuri vede per i mercati e per le imprese ambulanti in generale? «Dobbiamo tracciare noi il nostro destino. Non vedo altre strade, però, se non una forte lotta all’abusivismo e al degrado. Due fenomeni strettamente legati fra loro e che stanno devastando il commercio su aree pubbliche, tra i comparti più colpiti. Attraverso l’ incrocio di banche dati istituzionali, abbiamo stimato che in Italia sono in attività circa 100mila irregolari: imprenditori che registrano la propria impresa alla Camera di Commercio ma che poi svaniscono nell’ombra, senza versare un euro di tasse o contributi. Un esercito di abusivi che chiaramente stanno creando gravissimi danni al mercato legale: basti pensare che, secondo le nostre stime, l’abusivismo sottrae agli operatori onesti circa 1,8 miliardi di euro ogni anno. Un’assenza di legalità inaccettabile: per ripartire, è necessario mettere in campo interventi consistenti, che ci permettano di mettere la parola fine alla questione abusivi».

Articolo di Damiana Verucci tratto da “Il Tempo” del 08-03-2017

 

 
8 Marzo: M'ILLUMINO D'IMPRESA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 06 Marzo 2017 17:52

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