Assemblea nazionale ConfesercentiVenturi: "Cinque mosse per il rilancio dell’Italia" Nella relazione di Marco Venturi, Presidente Confesercenti, si avanzano diverse proposte finalizzate al superamento di una crisi che ancora oggi preoccupa gli italiani, visto che l’88% degli intervistati per la terza volta dall’Ispo per Confesercenti, dall’ottobre dell’anno scorso si sente pienamente coinvolto nella ... Leggi tutto |
Rete Imprese Italia: il manifestoIl futuro del Paese è inscindibilmente legato alle piccole e medie imprese ed all’impresa diffusa, chiave di volta della sua competitività, struttura portante dell’economia reale e dei processi di sviluppo territoriale, luogo di integrazione e costruzione delle appartenenze. Costruire le condizioni che consentano a queste imprese di esprimere compiutamente le loro po... Leggi tutto |
| Superare la crisi |
|
|
|
| Lunedì 03 Agosto 2009 16:45 |
|
SUPERARE LA CRISI LA PICCOLA E MEDIA IMPRESA ARTEFICE DI UN NUOVO SVILUPPO ECONOMICOASSEMBLEA ELETTIVA 2009 UN PIANO DI AZIONE LOCALE PER LA PMI SUPERARE LA CRISI, DEFINIRE UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO
Pubblichiamo alcuni stralci della Relazione introduttiva svolta da Valter Giammaria
I DATI DELLA CRISI Questa nostra assemblea si svolge nel periodo in cui si è toccato, probabilmente, il punto più basso della curva di una profonda crisi finanziaria ed economica di portata internazionale. I tratti principali di questa crisi internazionale, ampia e articolata, esplosa nell'estate scorsa dopo un anno di escalation dei prezzi e delle bolle speculative, si caratterizzano per essere certamente di natura finanziaria, di credito e quindi di investimenti e senz'altro dei consumi, precipitati per effetto di una sfiducia sulle prospettive economiche. La gravità della crisi che stiamo vivendo è testimoniata dal saldo 2008 tra imprese chiuse e nuove imprese iscritte nei registri camerali: il dato è allarmante e fa rilevare, dopo anni di crescita in cui la PMI ha rappresentato il principale motore di sviluppo del Paese, una decisa inversione di tendenza. Secondo i nostri dati nel Lazio, terza regione italiana della lista nera 2008, solo nel settore commercio, complessivamente considerato, si registra un saldo negativo tra imprese nuove e cessate di 4.280 che, rispetto al dato Nazionale di 42.261, rappresenta il 10,1% ed una perdita di occupati di oltre 17.000. Purtroppo si tratta soltanto della punta di un iceberg che rischia di manifestarsi con violenza nel corso di questo 2009, in considerazione dell'ulteriore calo dei consumi e del fatturato turistico registrato già nei primi mesi dell'anno. Guardando al biennio 2009/2010 la tendenza è ad una ulteriore chiusura di attività specializzate di circa il 10% del totale delle imprese attive, che nella sola città di Roma può significare la chiusura di circa 3.500 negozi di vicinato specializzati a cui sommare un ulteriore dato negativo generale sul totale delle aziende stimabile in altre 6.000 imprese sempre dello stesso comparto e 35.000 occupati in meno. SUPERARE LA CRISI Il tema di oggi è, come affrontare l'emergenza e con quale mercato si possa uscire dalla crisi e superare le distorsioni del recente passato, aprendo strade che permettano di progettare nuove idee imprenditoriali e nuovo sviluppo economico, dove la PMI possa continuare a rappresentare un asse strategico e caratterizzante per il nostro paese. Veniamo, quindi, al punto. Il modello di sviluppo degli ultimi anni che ha preceduto questa imponente crisi finanziaria ed economica, quello, per intenderci, fondato soltanto sulla sostanziale "deregulation" al libero mercato, che molto spesso nel nostro Paese si chiama "deroga o condono", fondato sulla concorrenza globale, spesso incontrollata e che ha fortemente alterato equilibri già precari, che ha trasformato il mercato del denaro in uno strumento speculativo, aggredendo le materie prime e rimbalzando nel mondo prezzi proibitivi delle merci, ha fallito, consegnandoci una delle peggiori crisi degli ultimi decenni. Noi pensiamo che dalla crisi si dovrà uscire con un mercato che dovrà essere comunque libero, ma più regolato, semplificato, ma con maggiore trasparenza e controllo, autonomo, ma più sostenuto nella sua innovazione, che premi l'idea e l'intuito, ma con accresciute professionalità personali di chi fa impresa, con più qualità delle merci e rispetto dell'ambiente, con più etica a tutti i livelli, con valori sociali e di equità. La PmI è indubbiamente il soggetto imprenditoriale da sempre più vicino a questa concezione di mercato libero e regolato e per queste ragioni l'impresa diffusa, che caratterizza il tessuto economico italiano, ha la possibilità reale e concreta di essere, ancora una volta, l'artefice migliore del nuovo mercato. UN PIANO DI AZIONE LOCALE PER LA PMI Proponiamo di assumere un impegno reale e concreto, affinché le scelte che si andranno a compiere siano orientate al principio di "pensare anzitutto in piccolo", perché soprattutto di questo piccolo che vive la nostra economia e la nostra società. Le proposte: • definire ulteriori interventi urgenti per superare la crisi; • fissare nuove regole per uno sviluppo compatibile con il territorio; • adottare misure per il controllo del mercato; • semplificare i procedimenti, innalzando la trasparenza; • orientarsi allo sviluppo dell'innovazione, della qualità e delle infrastrutture; • assumere codici di etica e responsabilità sociale.
L'EMERGENZA: INTERVENTI URGENTI PER SUPERARE LA CRISI Riprendendo il ragionamento degli interventi urgenti, occorre una ricetta forte per sostenere le piccole e medie imprese del commercio e del turismo che si concretizza con: • più credito alle imprese, istituendo un fondo rischi e rafforzando le garanzie offerte dai Confidi; • sostegno e rilancio del turismo adottando le detrazioni degli oneri per le spese sostenute; • finanziamento della cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga, anche per le imprese minri; • sostegno per l'avvio di nuove imprese che investono in tecnologie attraverso le leve del credito agevolato e delle esenzioni; • sostegno per l'occupazione, riducendo i costi a carico di chi assume e aumentando gli sgravi, ma anche accompagnando la riconversione dei lavoratori; • riduzione e la rateizzazione delle imposte e tariffe, nonché delle eventuali sanzioni per ritardati pagamenti. Il pacchetto di misure urgenti di cui sopra si va a sommare alle proposte avanzate in sede nazionale per la revisione degli studi di settore, la rateizzazione delle tasse, l'aumento della franchigia della soglia di reddito minimo, alla deduzione forfetaria del 3% sui ricavi per gli esercizi al dettaglio. |