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10 proposte per il commercio PDF Stampa E-mail
Venerdì 30 Ottobre 2009 11:21

Le dieci principali proposte programmatiche della Confesercenti di Roma e del Lazio per il settore Commercio.

 

Temi emergenti in questa fase e obiettivi a breve e medio termine per la nuova Legislatura regionale del Lazio

 

Approvate dalla Presidenza del 26.10.09

 

Le proposte, qui riassunte, scaturiscono dalle linee programmatiche dell’Assemblea Elettiva, svoltasi  il 4 maggio 2009 e le azioni successive che hanno visto impegnata la nostra Organizzazione.

 

 

  1. Adottare con atto politico nel Lazio la Comunicazione della Commissione al Consiglio del Parlamento Europeo su: “una corsia preferenziale per la piccola e media impresa(alla ricerca di un nuovo quadro fondamentale per la piccola impresa:unSmall Business Act” per l’Europa).

 

Si tratterebbe di un primo e importante atto politico caratterizzato dai dieci propositi previsti nel Documento europeo a cui far seguire la definizione di un vero e proprio Piano di azione locale per lo sviluppo della Pmi che si sostanzierebbe con i punti successivi e definisca un progetto di legislatura per la Pmi.

 

Troviamo di interesse, in questo contesto, l’ipotesi di realizzare una  Conferenza regionale del Commercio (stati generali) annuale che discuta del lavoro svolto e soprattutto indichi le scelte necessarie al settore per uno sviluppo più equilibrato e solido del sistema economico. Elementi di certezza che, soprattutto in una perdurante situazione di crisi dei consumi, si contrappongano alla debolezza proponendo l’attenzione necessaria e che il settore merita.

 

Cinque sono le parole guida del nostro approccio: scelte per la Pmi, reale motore della nostra economia, regole, per uno sviluppo senza concorrenza sleale, programmazione, che sostituisca le sostanziale “deregulation” che ha imperato in questi anni, professionalità e qualità, come strumenti da realizzare per tornare a dare una reale opportunità alle tantissime piccole imprese del territorio.

 

  1. Revisione della legge 33/99

La Legge, che risale al 1999, risente del tempo trascorso e delle norme intervenute. Necessita, pertanto, di una approfondita ristrutturazione e adeguamento: una Legge per i prossimi dieci anni.

 

Inoltre segnaliamo l’urgenza di affrontare alcuni aspetti specifici tra cui l’esigenza di riprendere il tema della programmazione urbanistica-comerciale: molti Comuni non hanno operato in questo senso facendo, di fatto, venir meno il senso più profondo della Riforma introdotta con la L./114.

 

Ravvisiamo anche l’esigenza di affrontare con immediatezza il tema dei Saldi, il cui anticipo, deciso in un contesto economico diverso e con pareri contrastanti, ha fortemente compromesso il significato delle vendite di fine stagione.

Ridare significato ai Saldi significa anche realizzare interventi seri in ordine ai controlli verso chi, sempre più diffusamente, aggira le regole.

In questo contesto sarebbe interessante riprendere il tema già introdotto nella Legge sullo Shopping Day.

 

Siamo, altresì, preoccupati per una introduzione in tempi stretti, del DURC per il settore ambulante: ben venga la certificazione ma si realizzi nei tempi e modi condivisi e possibili.

In questo senso occorre sostenere il processo di riqualificazione del settore e contrastare realmente l’abusivismo e il mercato della contraffazione attivando controlli nel rispetto delle norme che già ci sono, evitando interventi spot delle amministrazioni che potrebbero determinare situazioni paradossali di penalizzazione delle imprese regolari.

Riteniamo, infine, che occorra riflettere sull’esigenza di accompagnare professionalmente al commercio, soprattutto ambulante, molti lavoratori extra comunitari che sempre di più si affacciano al settore, sottraendoli anche a situazioni vessatorie.      

 

  1. Nuovo Documento Programmatico

In questi anni abbiamo assistito ad uno sviluppo “selvaggio” delle grandi strutture di vendita. Il termine forte che usiamo è giustificato dal fatto che, da un lato, i Comuni non hanno programmato lo sviluppo come avrebbero dovuto e, dall’altro, il Documento programmatico sullo sviluppo di queste superfici, peraltro ampiamente scaduto, prevede deroghe, condoni e sanatorie al punto di rendere vana ogni giusta programmazione (ad esempio gli indici di sviluppo previsti nel Documento Programmatico regionale per Roma di grande distribuzione sono di fatto rimasti inalterati proprio grazie ad interventi fatti esclusivamente in deroga).

Per questo ravvisiamo l’esigenza di ripristinare un Documento programmatico con indici di sviluppo equi e che non consenta più di realizzare grandi strutture per quei Comuni che non avessero adottato un piano di programmazione urbanistica-commerciale che dovrà essere sottoposto al confronto e alla concertazione.

 

Le due proposte (nuova Legge Regionale e nuovo Documento di programmazione) intendono proporre una riorganizzazione del settore che fissi più stringenti indici e regole dello sviluppo commerciale e che limitino la concorrenza sleale.

 

  1. Leggi di settore

Pensiamo ad esempio alla legge sulle erboristerie (già in Consiglio)e a quella dei benzinai, che ci auguriamo presto siano deliberate dalla Giunta Regionale e dal Nuovo Consiglio Regionale del Lazio.

 

  1. Operatività Bando CCN 2009

Si tratta di dare concreta esecutività al bando 2008/2009 sui centri commerciali naturali che interessa nel Lazio 137 Comuni di cui, nella sola provincia di Roma 39 Comuni e 17 Municipi della città.

Per noi la scelta dei Centri Commerciali Naturali (CCN) è strategica e deve rappresentare un indirizzo strutturale che i Comuni assumono nel loro territorio. Un vero e proprio sistema che nasce e che viene perseguito con atti, scelte, regole che favoriscano uno sviluppo ordinato e di qualità.

Anche se di CCN si discute da tempo e questo Bando è il secondo, dopo quello del 2006, in realtà possiamo dire che soltanto oggi si inizia un percorso concreto di strutturazione vasta e di rete di queste esperienze.

L’interesse delle imprese risiede in un processo di riqualificazione urbana e imprenditoriale che se adeguatamente sostenuta e perseguita potrebbe determinare un reale cambiamento anche in termini di prospettiva imprenditoriale.

Questo Bando, tra l’altro e nonostante alcuni difetti, per la prima volta mette in campo insieme ai Comuni le imprese organizzate. Anche per questo dobbiamo fare presto e bene affinché si esplichino tutte le potenzialità e le risorse messe in campo. 

 

  1. Favorire accesso al credito

Affrontare un tema decisivo per la vita delle piccole e medie imprese, soprattutto oggi in un momento di crisi dei consumi che perdura, con interventi specifici in cui si può realmente accedere al credito in tempi stretti.

Il tema dell’accesso al credito è stato più volte affrontato in questi mesi, tutti ne parlano e realizzano accordi, protocolli e patti che stanziano ingenti risorse e dovrebbero avvicinare domanda e offerta, ma il problema permane ancora in modo molto evidente.

Alle imprese, in ragione della loro dimensione, occorrono fondi e servizi finanziari a breve e medio termine per affondare emergenze, scontare fatture, ristrutturare attività e debiti pregressi.    

 

  1. Operatività dei Centri di Assistenza Tecnica regionali 
  2. Operatività fusione Confidi

Dobbiamo rendere operative queste strutture per accompagnare concretamente le imprese al superamento della crisi e per rafforzare quelle esistenti, nel tentativo di ristrutturarsi e riqualificarsi in un mercato che sta cambiando velocemente.

 

  1. Avviso pubblico per corsi Pia

Tornare a dare un senso ad un percorso formativo e tecnico pensato proprio per accompagnare le nuove imprese in un mercato difficile, riducendo il rischio di avventure imprenditoriali per far posto alla libera iniziativa economica più strutturata ed efficace.

 

Locazioni commerciali

Dar vita ad un Osservatorio specifico sulle locazioni commerciali che, in particolar modo a Roma, rappresentano un reale problema da affrontare per la sopravvivenza delle imprese commerciali e turistiche. L’Osservatorio dovrebbe monitorare la situazione e avanzare proposte alle parti contraenti e indirizzi per una nuova legislazione che regoli meglio tali rapporti.